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La carezza e lo scappellotto dell’Eccellenza

Scritto da Rugby.it

Chi merita un premio e chi va dietro la lavagna questa settimana in eccellenza

Innanzitutto devo confessare che questa interessantissima e appassionante giornata mi ha messo davvero in difficoltà nello scegliere a chi distribuire carezze e scappellotti, tante e tanti ne avrei voluto dare. Avrei potuto carezzare i Medicei dell’adorato capo Sioux Pasqualone, che onorano sempre più il torneo, ma anche la bella e sfortunata prestazione dei ragazzi di Viadana, o la perfetta stesa di asfalto dei panociari di San Donà, senza dimenticare le due big venete Petrarca e Rovigo che ieri, forse, hanno svoltato la loro stagione. Ma anche di scappellotti ne avrei avuto da dare, perché le Fiamme di Gianluca Guidi, tecnico molto stimato da chi scrive, non possono farsi sculacciare in questo modo compromettendo un obiettivo stagionale quasi obbligato, così come i loro cugini della Lazio dovrebbero, specie quando giocano in trasferta, ricordarsi che non sono in gita di piacere. Insomma, avrei finito giornata con le mani stanche a forza di distribuire premi e punizioni stavolta. Ho scelto di concentrarmi, perciò, su una prestazione con aspetti significativamente negativi da un lato e dall’altro riconoscere i meriti di chi avevo molto criticato e che molto ha dovuto penare per ottenere finalmente un meritato premio.

La carezza della settimana va a: I Diavoli di Manghi, dall’Inferno, passando per il Purgatorio, fino a…Roma

COSMO HAUS RUGBY REGGIO VS LIONS PIACENZA / NELLA FOTO: ROBERTO MANGHI / FOTO FRANCESCA SOLI

Roberto Manghi e i suoi Diavoli li ho (virtualmente: ho giocato 9 e un ex pilone non lo picchierei mai, io…) scappellottati e criticati più volte. Proclami estivi e pessime prestazioni invernali, potenziale ottimo e risultati pessimi. Insomma, non gli ho mai fatto mancare il mio pungolo, perché qui abbiamo un solo obiettivo: spingere tutti a dare il proprio massimo per divertirci di più, altrimenti sai che noia. Il Roberto Manghi è uno che non è bene fare arrabbiare, ma è anche una persona seria e siamo certi che lui per primo fosse inc…, ehm, poco soddisfatto di come stessero andando le cose dalle sue parti, coi suoi Diavoli all’inferno. E da persona seria ha fatto quello che fanno le persone serie: testa bassa e lavorare! Sono arrivate due belle e sfortunate prestazioni in casa contro due big, Calvisano e Petrarca, che hanno portato a malapena via le chiappe dalla tana dei Diavoli facendogli passare un paio di giornate in Purgatorio. E poi, via di lì, tutti in pullmann sentendo come colonna sonora la canzone di quello là che sosteneva che “Bomba o non bomba” sarebbero comunque arrivati a…Roma. E a Roma ci sono arrivati trovando finalmente il Paradiso di una grande e inaspettata prestazione con vittoria, condita da ottime prove dei suoi tanti e promettenti giovani diavoletti. Comunque anche una carezza io, da ex 9, ad un pilone preferisco dargliela solo virtualmente. Si sa mai che se la prenda a male…

Lo scappellotto della settimana va a: Calvisano, l’indisciplina dei deboli coi forti

51-Chiesa Alberto
Un fotogramma: è il minuto 78 di Petrarca-Calvisano; Michele Mortali ha appena coronato un sorpasso magari non del tutto meritato, ma fondamentale per la classifica e la stagione in coda ad un pomeriggio incubatico, di sofferenze ed errori. Si sta tornando a centrocampo per giocare l’ultimo scampolo di partita, quello che una capolista avvezza a tante situazioni difficili dovrebbe gestire con attenzione per portare a casa un preziosissimo risultato. Capitano del momento è Alberto Chiesa, che urla ai suoi “Niente falli, niente falli!”, sapendo benissimo che quella è l’unica cosa davvero da non fare. Restart, frazione di secondo, fallo stupido e del tutto inutile, fischio, piazzato, a casa con una meritata sconfitta sul groppone e, forse, svolta negativa per il resto della stagione. Le attenuanti c’erano: si giocava su un campo difficile, con indisponibilità importanti pre (Novillo, Venditti) e durante (Paz, Tuivaiti) il match. Ma a preoccupare di più il miglior tecnico dell’eccellenza, Massimo Brunello, non dovrebbero essere le assenze, ma la presenza di un sedicesimo giocatore che da inizio stagione gioca contro i suoi: l’indisciplina. Calvisano ha questa caratteristica: gioca spesso sul filo del rasoio spingendosi al limite. Un equilibrio difficile che, nelle ultime giornate, sembra i gialloneri stiano un po’ perdendo. Ieri il problema è esploso: hanno perso una partita fondamentale segnando due mete e non subendone nessuna, ma prendendo 8 punizioni piazzabili (di cui 6 a segno compresa quella decisiva sopra descritta) e beccandosi due cartellini gialli. Massimo Brunello dovrà molto focalizzarsi, nelle prossime settimane senza impegni, su questo problema, sempre se i gialloneri ci tengono a difendere lo scudetto che portano sulla maglia. E c’è anche un altro fattore che dovrebbe assai preoccuparli: sinora hanno giocato 3 partite contro le principali avversarie, quelle che, arrivando in finale, sarebbero le più probabili avversarie, Rovigo e Petrarca. Due le hanno perse mostrando grave indisciplina (al Battaglini Calvisano perse subendo una meta a fine match in inferiorità numerica…) e la terza l’hanno vinta nel punteggio, ma persa tecnicamente, avendo prevalso di soli 3 punti in casa contro un’avversaria che ha giocato quasi tutto il match in 14. Insomma, viene da pensare che Calvisano sia squadra forte coi deboli (tante vittorie da 5 punti con le squadre dal quarto in giù) e debole coi forti (score assai negativo contro le due con cui si gioca regular e probabilmente titolo). Uno scappellotto si spera salutare prima di tre settimane di “vacanza” con compiti da svolgere bene, caro Massimo Brunello, perchè a forza di essere indisciplinati ci si becca un bel 7 in condotta e si viene bocciati!
jpr

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