Chi merita un premio e chi va dietro la lavagna questa settimana in Eccellenza
Nella quinta del destino osserviamo una sorta di ancora inespresso cambio di gerarchie ai vertici dell’Eccellenza: Calvisano resta ancora imbattuta, ma il campo dice che la squadra campione d’Italia è in netta difficoltà, con una mischia sempre in sofferenza ed un reparto arretrato che non riesce più ad innescarsi come un tempo; di contro un Petrarca roccioso, solido e finalmente sicuro di sé (magari gli scappellotti che gli abbiamo dato ad inizio stagione sono serviti!) conquista una vittoria cruciale e mostra tutta la forza di un organico formidabile con un livello medio molto alto ed alcune punte di eccellenza che, magari, non sono più solo da eccellenza. Nel frattempo continua a volare San Donà, mentre Rovigo fa quel che deve, Reggio e Mogliano affondano e le Fiamme Oro cominciano a doversi porre qualche serio interrogativo. Credo di aver seminato sufficienti indizi per rivelare a chi andranno premi e punizioni di questa settimana.
La carezza della settimana va a: Andrea Marcato, il fragile che irrobustisce
Piccolo spaccato di vita privato. Uno dei miei più cari amici è un tifoso petrarchino particolare: da quando non c’è più un certo capo Sioux sulla panchina dei neri mugugna, rimpiange, recrimina e nicchia di pessimismo. Ieri, mentre a Viadana consideravo la mediocre prestazione di Calvisano, mi arriva un messaggio dalla sua compagna che mi parla di un mio amico al settimo cielo e che piroetta neanche fosse la Fracci. Si dice preoccupata per le possibili conseguenze atmosferiche di un simile evento ed io, mentre scrivo, guardo fuori dalla finestra e vedo diluviare come non accadeva da mesate. Caro amico mio, spero che il tuo “Pet” continui a farti ballare, così potremo rimuovere la paura della siccità e scordarci del PM10! Di chi è il merito se i fiumi non saranno più in secca e l’aria più respirabile? Beh, ho il forte sospetto che c’entri un certo ex-giocatore neo-tecnico che vediamo pensieroso nella foto sopra. Andrea Marcato è stato una splendida incompiuta come giocatore: apertura tecnicamente superba, intelligentissima, ma, purtroppo, fragile come cristallo. Nella sua carriera da giocatore tanti, troppi infortuni gli hanno tarpato le ali. Ma di questa fragilità non sembra esservi traccia nella squadra che mette in campo. Paradossalmente il suo Petrarca è sbocciato da una sconfitta, quella sconfitta così somigliante ad una vittoria colta sul campo-tabù di Calvisano nella quarta giornata. Da squadra amletica, incerta e poco coesa che era nella scorsa stagione, pur avendo già allora come ora un organico tra i più forti (se non il più forte, come pensa il vostro scrivano), sembra essersi trasformata da cristallo in diamante. Dura, grezza, coesa e tetragona, incardinata su un reparto di avanti mostruoso per quantità e qualità e con talenti purissimi dietro. Se continua così sarà un alluvione!
Lo scappellotto della settimana va a: Fiamme Oro, il Godot che non arriva
Questo scappellotto potrei definirlo “a gentile richiesta”: un altro amico da tempo mi richiede di indirizzarlo in una certa direzione, quindi posso quasi dire che oggi scrivo quasi sotto dettatura. Da qualche stagione aspettiamo le Fiamme Oro all’appuntamento con qualcosa di importante. Sono una squadra solida finanziariamente per tante ragioni che tutti conosciamo, che può fare vero professionismo e che ha messo su da tempo un organico di primissimo livello. Lo scorso anno i cremisi sono stati guidati da un tecnico titolatissimo come Umberto Casellato, ed è stato un buco nell’acqua. Quest’anno in caserma è arrivato il sergente di ferro Gianluca Guidi, uno dei tecnici che il vostro scrivano stima di più, uno che l’eccellenza la conosce così bene da averla vinta per due anni consecutivi prima di dedicarsi ad un’avventura sfortunata e controversa a livello pro. Ma le Fiamme non arrivano, esattamente come Godot, l’invisibile personaggio di Beckett tanto inutilmente atteso. Quest’anno, invece, sarebbe davvero tenuto ad arrivare, perché questa squadra ha davvero tutto e non può trovarsi nella posizione di classifica in cui la vediamo oggi. Che dire, per la stima che ho per il suo tecnico spero proprio che questo scappellotto sia utile come lo è stato per il Petrarca! Certo, un’attenuante mi sento di riconoscerla ai poliziotti: sin dall’inizio della stagione, per ragioni che qui non indaghiamo, sono costretti a giocare senza i loro due giocatori in assoluto più forti. Ecco, sarei curioso di vedere le altre 9 dell’eccellenza se ad ognuna di loro venissero tolti d’ambleè i loro due giocatori migliori (a caso: Novillo e Morelli a Calvisano, Rossi e Saccardo al Petrarca, Momberg e Majstorovic a Rovigo e così via). Quindi coraggio Fiamme che non è questo che ci si aspetta da voi.
jpr