Top 12

La carezza e lo scappellotto del TOP12

Scritto da jpr

Chi merita un premio e chi va dietro la lavagna questa settimana in TOP12

Beh, doveva essere il Giorno del Giudizio e ne è venuto fuori un casino! In testa sono addirittura in tre a litigarsi la poltroncina (anche se chi scrive ha ben in testa che una delle tre è messa molto meglio delle altre) e dietro addirittura un doppio ribaltone con la prospettiva di gustarsi un finale di stagione entusiasmante anche nelle parti basse della classifica. Dunque c’è stato il DERBONE, dove ha vinto chi doveva farlo, ma chi ha perso ha fatto una specie di impresa giocando in condizioni menomatissime, un po’ come un pugile costretto a combattere con un braccio legato dietro e una catenella fra le caviglie. Ma soprattutto continua a stupire il Valorugby delle meraviglie: confesso che da un po’ mi dico “adesso scoppiano”, “dai non è questo il loro livello”. E loro vigliacchi se la smettono di stupire! Devono avercela con me, evidentemente. L’impresa in trasferta sul campo delle Fiamme è di quelle che ti mettono di diritto nell’orbita delle grandi: ormai non c’è dubbio! Dichiaro finita la fase del “Reggio sorpresa”: da adesso in poi i ragazzi di Manghi sono una normale pretendente al titolo e per tale la giudicherò. E poi c’è anche Calvisano che arrancando, sbuffando e faticando (e anche approfittando dei guai altrui) si è riportata dove mancava da troppo: vedremo se sarà solo effetto-calendario o qualcosa di più sostanzioso. Ma belle novità, come detto, arrivano anche dalle retrovie dove le piccole predestinate a retrocedere…non lo sono più e la Lazio abbonata alle salvezze dovrà inventarsi qualcosa: ormai sono rimaste in tre, i posti sono due, quindi…Quindi premi ne avrei tanti da dare (punizioni pure), ma ho deciso di optare per una scelta che prescinde dai risultati di ieri, almeno per quanto riguarda la carezza. Per lo scappellotto, ho tirato a sorte e…

La carezza della settimana va a: Jody Rossetto, il supermercato che non avanza più
rossetto

Confesso una debolezza: in questa rubrica talvolta mi capita di dedicare un pezzo a giocatori o società che mi piacciono o stimo particolarmente. In quei casi di solito la mia carezza non è un premio (purtroppo non c’è niente da premiare al momento), ma vuole essere un incoraggiamento. Stavolta vuole esserlo per un ragazzo che per me è potenzialmente un grande giocatore, ma che ultimamente è perseguitato dalla sfortuna. Mi ricordo la prima volta che ho visto Jody: vicino a me un caro amico (il mio petrarcologo preferito: un maratoneta-ingegnere mezzo matto e tutto intelligente) me lo indicò sottoponendolo alla mia attenzione. La prima cosa che dissi, dopo aver sentito come si chiamava fu: “cavolo, un cognome azzeccato: è grosso come il supermercato omonimo!” Per chi non lo sapesse Rossetto è il nome di una catena di supermercati piuttosto diffusa nel nordest e quel ragazzo mi sembrava voluminoso proprio come un…Rossetto. Poi iniziò la partita e ci fu la prima mischia: il supermercato non era fermo come di solito fanno i supermercati, anzi, avanzava che era una bellezza (anche se per me, tifoso dell’altra squadra, non era proprio un divertimento). Per tutta la partita mise in croce il poveretto che gli stava di fronte e pensai che ero davanti ad un destro dal potenziale praticamente illimitato. Non dovetti aspettare molto per vederlo esordire in campo internazionale col Benetton (Cardiff, città che amo tantissimo, peraltro) e farsi onore anche lì. Poi l’anno scorso lo scudetto meritatissimo col Petrarca. Insomma, il toso di Susegana sarà anche grosso come un supermercato, ma di strada ne fa eccome. Quest’anno la sifga ci si sta mettendo di mezzo: Jody anche quest’anno era partito sgranocchiando piloni sinistri col suo Petrarca che sgranocchiava avversari. Poi il botto il primo dicembre: Jody si sbiella una spalla e, sarà un caso, la sua squadra conosce la prima sconfitta. Due mesi di sofferenza e duro lavoro e ieri, finalmente il ritorno in campo, e in una partita tutto meno che qualsiasi. Ma la sfiga deve essersi segnata il suo nome (o forse all’omonimo supermercato gli hanno rifilato roba scaduta, vai a sapere…) e traack, altro botto alla spalla e Jody è di nuovo in bacino di carenaggio. Dai Rossetto (Jody), vogliamo rivedere il supermarket avanzare…in mischia! Non in corsia!

Lo scappellotto della settimana va a: Mogliano Rugby e la zona di comfort
leonenuovoblufondobianco

Me lo aveva chiamato la settimana scorsa un’amica radeciotta (ciao Manuela!) che, inspiegabilmente, mi legge sempre: credevo che lo scappellotto fosse per noi, mi fa. Eccoti accontentata, amica mia, stavolta ve lo siete davvero meritato! Ricapitoliamo: in estate il verdetto è già scritto e dice che i biancoblù retrocedono, sicuro. Poi parte la stagione e, beh, le cose non vanno proprio come da copione. I ragazzi di Cavinato (e la mischia del Costa! Soprattutto) macinano punti e vittorie, si prendono carezze (mie) e titoli di giornale, oltre che belle posizioni di classifica. Ed è subito miracolo-Mogliano, la mischia delle meraviglie ed i ragazzini terribili. Il bello dura fino al derby col Petrarca a metà novembre, un’onorevolissima sconfitta con punto di bonus contro quella che allora era la “Morte Nera”. Poi arriva Calvisano e si perde male, anche con un pizzico di sfortuna. Vabbè, Calvisano è forte e poi se certe cose andavano diversamente. Vai a Reggio e perdi: ma si, ci sta. Ricevi Firenze e perdi in casa: beh, insomma. Arrivano le Fiamme e non si limitano a vincere, ma ti fanno letteralmente a pezzi: ma che succede? Ieri al Plebiscito altra batosta, brutta: allarme rosso, direi. Che sta succedendo al piccolo miracolo della Marca? Certo, la retrocessione non è più un rischio, ma l’anonimato si. Come se i radeciotti avessero trovato una sorta di melassosa zona di comfort e ci si stessero addormentando dentro certi di risvegliarsi comunque salvi a fine stagione. E allora, se non è bastata la sveglia delle sconfitte, va là che un bello scappellotto magari serve!

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jpr