Chi merita un premio e chi va dietro la lavagna questa settimana in eccellenza
Ragazzi, che giornata questa penultima di eccellenza! Succede di tutto in questa penultima che vede primeggiare proprio la penultima alla quale è giusto fare i complimenti, ma anche chiedere dov’erano state quella grinta, quell’attenzione e quella voglia di giocare in tutta la stagione. Perché se avesse disputato tutto il torneo come la partita di oggi, chissà dove sarebbe oggi la Lazio! Ecco perché non gli darò alcuna carezza, come non la darò alla nuova capolista ed alla sua damigella d’onore: metti mai si distraggano e si dimentichino che dovranno giocarsi una partita decisiva fra loro…o forse due. E non la darò nemmeno ai poliziotti di Gianluca Guidi che dettano legge a San Donà e riaprono una lotta per il quarto posto che sembrava quasi una formalità. Insomma non darò una carezza a nessuno in particolare, perché:
La carezza della settimana va a: Il Campionato, perché ci sorprende, ci sconvolge e ci avvince
Già, la carezza voglio darla cumulativamente all’intero Campionato Nazionale di Eccellenza, che quest’anno di sorprese, giornate al cardiopalmo con partite decise nei secondi finali e sovvertimenti ce ne regala di continuo. Un campionato criticato da tutti gli schizzinosi che pensano che il vero rugby sia solo quello altolocato, quello altero dei professionisti. E invece il nostro povero e malcacato rugby pane e salame cui dedichiamo ogni settimana attenzione, passione e persino questa miserabile rubrichetta sa regalare emozioni come poche altre competizioni. Vincono sempre gli stessi, si dice per sminuire. E invece oggi la prima della classe, campione in carica e sempre messa come favorita cade di schianto di fronte ad una squadretta garibaldina e veloce, di rango inferiore, ma che ce la mette tutta, ma proprio tutta. E la vetta della classifica? Quella ormai è diventata come la porta girevole di un albergo molto frequentato: in prinicpio era Calvisano, poi Rovigo, poi un Tandem e adesso il Petrarca e, magari, la settimana prossima si cambia ancora. Ed il quarto posto, ultimo biglietto per i playoff? Era di Viadana, no? Macchè, San Donà l’ha già prenotato! Aspetta, aspetta che le Fiamme ardono ancora (chiedo umilmente perdono: ho fatto un’intera stagione senza metafore cretine tipo spegnere/accendere le Fiamme e cado all’ultimo miglio…). Ditemi se non è divertente e interessante sto campionato. E se dite di no andate a…guardare qualche soap opera, che quella fa per voi!
Lo scappellotto della settimana va a: Calvisano, il re nudo
Il primo posto? Beh quello non può sfuggire a Calvisano ormai: nelle ultime due incontra le ultime due! Ah no? Non è andata così? Mi state dicendo che Calvisano aveva in mano la prima posizione, l’ha buttata nel WC ed ha tirato la catena? Già, proprio così…Calvisano è campione in carica, ha guidato la classifica con sicumera e sicurezza sino a febbraio, poi qualcosa si è rotto. A parte la franca vittoria casalinga con Viadana e quella faticosissima con Rovigo la squadra da tutti (non dal sottoscritto) ritenuta la più forte e la più papabile per il titolo ha perso 3 delle ultime 5 partite dilapidando un cospicuo vantaggio e, forse, compromettendo la propria stagione. Sicuramente non arriverà prima e non potrà, quindi, godere di un abbinamento favorevole in semi e della possibilità di disputare l’eventuale finale in casa. Ma questa sconfitta (la quarta stagionale: non certo un cammino da primato) ha qualcosa di grave ed inedito rispetto alle precedenti. Nelle precedenti 3 sconfitte c’erano sempre stati degli alibi cui aggrapparsi: non c’era Novillo, perché con lui è tutto un altro Calvisano; piove, e quello è il tallone d’Achille; oppure addirittura, non c’è Novillo e per giunta piove! Contro squadre di alto livello come Petrarca, Rovigo e lo stesso San Donà è difficile giocare con questi handicap. Ieri, però, al Giulio Onesti c’erano tanto la stella in campo che quella in cielo e, per giunta, l’avversario era di quelli che non fanno certo tremare i polsi. Ed è arrivata una batosta violentissima, umiliante e gravissima per il prosieguo della stagione. Come in quella favola in cui, alla fine, ci si accorge che i vestiti del re non ci sono e che lui è nudo con tutte le sue debolezze. Calvisano ha fatto una figuraccia che potrà essere dimenticata solo con la conquista del titolo. Che appare oggi assai poco probabile. Una simile debacle non deve essere banalizzata e deve avere delle conseguenze. Quali non sta a me deciderlo…
jpr