Padova, la città di Giotto e Petrarca, sarà il nido delle Azzurre nel Sei Nazioni 2020. Lo ha comunicato la FIR un paio di giorni fa. L’inconsueta decisione di affidare tutte le partite casalinghe del torneo a un’unica città è probabilmente frutto della situazione sociale di emergenza; disporre di un’unica sede permette di rodare e conoscere meglio i meccanismi organizzativi in generale e di precauzione sanitaria in particolare, in questa delicata congiuntura storica.
L’Italia femminile ospiterà allo stadio Plebiscito la Francia (5/7 febbraio), l’Irlanda (26/28 febbraio) e il Galles (12/14 marzo).
In attesa di conoscere anche le città ospitanti il Sei Nazioni U20 possiamo dare un’occhiata, per soddisfare la nostra morbosa inclinazione verso le tabelle excel, allo specchietto storico delle sedi italiane nel Sei Nazioni.
Roma, casa della nazionale maschile senior fin dalla nascita del torneo, nel 2000, domina i numeri complessivi, trascinando anche Lazio e Centro Italia; ma al femminile diviene ora Padova la sede regina. Una corona meritata, sia per le capacità organizzative mostrate, sia in virtù dei titoli del locale club della via Valsugana, sia per aver dato i natali ad azzurre come Stefan, Rigoni, Ruzza, Salvadego e Veronese.

Guardando i numeri delle assegnazioni si notano alcune anomalie rispetto a quanto ci aspetteremmo: stupisce l’esile 1 della Sicilia, che in quindici anni di esistenza dei Sei Nazioni “minori” (femminile e U20) ha ospitato il torneo solo in un’occasione, a Caltanissetta, e mai a Catania o Palermo o Messina. Colpisce anche l’unica assegnazione a L’Aquila (ma forse questo dipende pure dal clima, in febbraio lassù sull’altopiano deve far freddo) e parimenti spiccano le assenze di Milano città (il 6N si è fermato a Legnano e Parabiago), di Brescia (ma tre volte gli azzurrini a Calvisano e tre volte le azzurre a Rovato), di Napoli (mai neppure in provincia) e perfino di Treviso (una sola volta a Mogliano). Anche nelle quattro regioni più piccole -Umbria, Basilicata, Molise e Val d’Aosta- il Torneo non è mai approdato.
Chissà se questi “buchi” saranno pian piano colmati e ci si domanda anche quando mai apparirà un Sei Nazioni U20 femminile. I tempi non sembrano ancora maturi…
