Top 12

La carezza e lo scappellotto del TOP12

Scritto da jpr

Chi merita un premio e chi va dietro la lavagna questa settimana in TOP12

Una giornata che volge alla sera questa ventesima di TOP12; una giornata che ci dice tante cose nell’approssimarsi del crepuscolo di questa avvincente regular season. Ci dice che in testa la sfida è apertissima, con Rovigo che sorpassa in maniera sontuosa e sicura e Calvisano che risponde controsorpassando al termine di una durissima battaglia contro una squadra, Mogliano, che dopo una pessima figuraccia la scorsa settimana decide di onorare in pieno il nobile sport ovale. E ci dice che dopo le prime due non c’è affatto il vuoto perché ci sono due squadre, Valorugby e Petrarca che hanno ancora tantissimo da dire e da dare a sé stesse ed ai propri tifosi, ma anche a noi tutti che amiamo un torneo incerto ed appassionante. Certo, qualcuno (vero San Donà? Vero Viadana?) batte un po’ la fiacca e gioca come se avesse staccato la spina, ma la metamorfosi di Mogliano rispetto a 7 giorni fa lascia sperare che per tutti ci sia la possibilità di riparare ad una…giornata di vacanza. Ma se c’è vita, eccome, in testa, sicuramente ce n’è anche in coda dove la battaglia è ancora vivacissima, anche se Verona, onore al merito, sembra aver mosso un passo decisivo. Di fronte all’exploit degli scaligeri ci sono due modi di reagire: uno che merita un premio ed uno che merita una reprimenda. Perché come dice Vasco c’è sempre un momento in cui la verità arriva e spesso fa male; e talvolta chi ne rimane colpito non sempre è in grado di reagire nella maniera giusta. In quei momenti di solito si vede e si giudica ed io non mi sottraggo.

La carezza della settimana va a: Lazio Rugby, viva nonostante le mazzate
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Di sconfitte la Lazio ne ha subite tante. Ed anche qualche scappellotto da parte del sottoscritto. Non bastasse questo, non bastassero le intrinseche carenze, qualche settimana fa è arrivata una di quelle mazzate che sembrava chiudere qualunque ipotesi di salvezza per i ragazzi di Simone Montella: la decisione del giudice sportivo di penalizzare la squadra di 4 punti che andava a gravare una classifica già in grandissima sofferenza. Eppure i biancazzurri non si sono piegati, non hanno accettato la retrocessione compiuta ed hanno continuato a combattere contro ogni logica ed ogni speranza secondo il famoso dettame “fai quel che devi, accada quel che può”. Sarebbe stato facile, la cosa più facile invero, reagire con vittimismo e rassegnazione, magari calimereggiando contro i poteri forti o il destino cinico e baro che in questo paese sono le scuse tipiche per i fallimenti di chi non sa ammettere i propri errori. E invece no. Invece i ragazzi in biancazzurro hanno deciso di reagire nell’unico modo in cui un vero rugbysta dovrebbe fare: sul campo. Ieri a Firenze è arrivato uno di quei risultati che fanno sensazione, morale e classifica e che permettono di mantenere viva la trepida fiaccola della speranza. Perché è di speranza che vive uno sportivo. Ed in ultima analisi qualunque uomo. Difficilmente la speranza si realizzerà, ma sicuramente i Montella boys potranno dire con fierezza “Noi ci abbiamo provato fino in fondo”. Non so se questo vale quanto una salvezza, ma sicuramente vale una carezza.

Lo scappellotto della settimana va a: Polla Roux e la spugna gettata che sa di diserzione
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Paul Roux, ma per tutti Polla, ha tanta bella e onorevole storia da giocatore e da coach sulle sue spalle larghe. Uno di quelli che da queste parti abbiamo sempre stimato e considerato “giusto”. Quest’anno ha intrapreso una bellissima avventura guidando nella terra inesplorata della massima serie i valorosi aquilotti del Valsu. Confesso che sin da subito ho simpatizzato per questa squadra che si è ricavata un posto speciale nel mio cuore, sia per i tanti giocatori (uno in particolare) che ha saputo dare al nostro movimento, sia per la sua dimensione d’altri tempi (quelli in cui indegnamente giocava il sottoscritto, peraltro), quel suo bell’aspetto da rugby pane&salame che i vecchi nostalgici come me amano tanto. Ieri l’avventura potrebbe essere finita (potrebbe, ma magari no) in un teso e confuso finale di partita in cui molti sogni sono svaniti e molti nervi sono saltati. Fra i sistemi nervosi saltati, inaspettatamente, anche quello di Polla. E non me lo aspettavo proprio. Intendiamoci, anche se il sottoscritto disapprova a prescindere i commenti polemici sulle decisioni arbitrali, ormai gli allenatori che dopo una sconfitta se la prendono con l’arbitro sono tristemente la maggioranza. Quindi Polla arriva buon ultimo in una compagnia già troppo affollata. Ma a stupire in negativo sono le cose che dice e che riporto per amor di cronaca:
Che vergogna..rimaniamo sempre piccole….progetti, formazione ma cosa stiamo parlando? Non vogliamo crescere…ci nascondiamo dietro gli alibi e le incompetenze, Ho dato cuore e anima in diverse societa pensando che posso fare la differenza ma invece non è servito a niente! Vergognatevi! Non ha senso rimanere in questo mondo! Ciao a tutti, mi dispiace, ma il mio contribiuto finisce qui. Speriamo in giorni migliori! Il successo non è solo il risultato, ma se puoi guardare negli occhi del tuo compagno e puoi dire “ho dato il massimo”, in quel caso hai raggiunto un doppio successo. Quindi a tutti i ragazzi di Valsu…meritate di piu! Il problema è che il rugby Italiano non l’ha capito!
Al di là del vittimismo e del complottiamo che, come detto, non sono un’invenzione di Roux, a rattristarmi sono due aspetti; ei a dispiacermi molto, soprattutto pensando agli straordinari ragazzi del Valsu che con tanto onore si stanno battendo in questo campionato. Mi rattrista pensare che un allenatore che parla così mette nella testa dei suoi ragazzi l’alibi che genera rassegnazione. Tanto non possiamo farci nulla, ce l’hanno con noi, quindi a che vale impegnarsi? Un messaggio che trovo altamente diseducativo. E poi ancor meno mi piace questa sorta di annuncio di diserzione: mancano due giornate, le speranze sono ridotte al lumicino, ma non sono svanite del tutto (invito a consultare il calendario…) e qui abbiamo un coach (che per una squadra, specie se fatta di giovani, è una guida morale oltre che tecnica) che annuncia di voler lasciare i suoi ragazzi al loro destino e andarsene per i fatti suoi? Una roba che sa tanto di comandante Schettino. Mi verrebbe da dirgli “Torna a bordo, czz…!”. Spero che le parole di Polla siano solo un frutto della tensione e della delusione, che tutti noi siamo disposti a comprendere e perdonare, ma che il coach sudafricano senta la necessità di rettificare e correggere. E soprattutto di restare a fianco dei suoi ragazzi che non meritano di essere abbandonati al loro destino dal proprio comandante. Naturalmente le mie sono opinioni del tutto personali ed è perfettamente legittimo non essere d’accordo, ma, ecco, anch’io come Polla ho detto quel che pensavo.

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jpr