Italia coraggiosa, ma contro un avversario alieno non basta, non può bastare
Prima della partita, scherzando, mi dicevo “quasi quasi l’articolo di commento lo scrivo prima di vederla, così almeno me la guardo in pace”. Alla fine è difficile dire che le cose siano andate diversamente da come era lecito aspettarsele, ma almeno un paio di cose buone i nostri azzurri sono riusciti a farcele vedere, anche se si tratta di cose che sul risultato hanno avuto ben poca influenza. O meglio, una può aver influito nel bene, l’altra nel male, anche se entrambe meritano apprezzamento. La cosa buona con effetti forse positivi riguarda il fattore che Conchuir O’Sé, sin dall’inizio del suo mandato, ha voluto focalizzare: il fitness. Ed in effetti gli azzurri non hanno vissuto gli ultimi 20’ sulle ginocchia a concedere giocate facili agli avversari: le mete che hanno fatto se le sono dovute prendere da soli, segno che fisicamente i nostri c’erano pur al termine di un match giocato contro gente così. E questo può aver influito nel senso di aver impedito proporzioni del punteggio che avrebbero potuto essere ben più ampie. La cosa positiva che ha influito negativamente sul punteggio, invece, arriva a tempo scaduto con gli azzurri che orgogliosamente vogliono continuare a giocare pur in una situazione di campo sfavorevole e così facendo permettono a Jordy Barrett di segnare la sua quarta marcatura personale. Il punteggio si allarga, ma, diciamolo, è stato bello vedere i nostri in quella situazione ancora vogliosi di onorare l’impegno. Quanto a loro, beh, sono gli Allblacks, sono degli alieni e per di più incazzati al termine di un tour non proprio brillantissimo , quindi…
Al via sembra quasi di vedere una partita normale perché i nostri difendono bene, con puntualità e costringendo spesso gli avversari all’errore. Ma alla prima vera accelerazione i tuttineri passano con TJ Perenara che al 9’ si invola sull’out di destra dopo una combinazione ben eseguita fra Coles e Jordy (da adesso i Barrett li chiamerò spesso per nome, altrimenti spreco troppe battute…) muovendo il tabellino a 0-5 perché Beauden non trasforma. I nostri hanno subito una bella reazione e sorprendono gli avversari con un bel cambio di direzione verso il lato chiuso che li obbliga ad un fallo capitalizzato da Tommy Allan al 12’ che ci porta sul 3-5: resterà la nostra unica marcatura. A questo punto inizia, però, la rullata seguita dal decollo dell’astronave nera che non siamo proprio in grado di seguire. Al 17’ Damian McKenzie sfrutta una belle penetrazione in mezzo al campo di Tuipoulotu e segna indisturbato sotto i pali (3-12). Il gioco dei nostri in questa fase si riduce ai tentativi di percussione di Castello e Polledri, con il flanker molto bravo e determinato, ma quasi mai in grado di innescare altri compagni. Al 24’ un fuori programma con il ref irlandese Brace che deve lasciare il campo al guardalinee di giornata Pascal Gauzere dopo aver tentato di resistere ad una botta al ginocchio presa in uno scontro fortuito con Scott Barrett qualche minuto prima. Appena entrato in campo il fischietto transalpino deve alzare il braccio due volte: la prima per sanzionare un crollo della nostra mischia e la seconda per convalidare la seconda meta di Damian McKenzie che su azione susseguente alla touche si lancia a raccogliere un delizioso grubber di Beauden Barrett bruciando sul tempo Laumape (3-17). E’ forse il momento in cui più subiamo sia psicologicamente che tecnicamente il loro gioco che ci sovrasta sotto ogni aspetto. Al 31’ un nostro tentativo offensivo viene facilmente sventato dagli AB’s che partono in tromba dai propri 22: Coles e McKenzie scendono sulla terra, combinano fra loro e rilanciano Jordy in orbita dopo aver percorso tutto il lato destro del campo (3-24). Poco dopo un millimetrico in avanti dello stesso Jordy nell’ultimo spin verso Perenara impedisce ai nostri avversari di capitalizzare una fantastica percussione di Fifita, giocatore di una tecnica ed una fisicità davvero impressionanti. Ma l’appuntamento con la meta è rimandato di pochissimo perché a tempo scaduto Beauden, giocando un vantaggio, calibra un fantastico cross-kick per Jordy che porta via la merenda da sopra il naso al connazionale Hayward e atterra in area di meta chiudendo la prima frazione sul 3-29.
Nell’intervallo ci vuole un caffè caldo, con tutto questo umido ed il vento di tramontana portato dai neri e mentre lo sorbisco mi dico che è andata com’era normale aspettarsi e che forse il secondo tempo sarà davvero un calvario, visto che probabilmente i nostri caleranno.
L’inizio della seconda frazione sembra confermare le peggiori attese perché i neri colpiscono subito al 43’ con Scott Barrett a lanciare in mezzo ai nostri 22 Ngani Laumape che si libera facilmente di Allan e segna in mezzo ai pali (3-38’). Nello stesso punto tocca tornare solo due minuti dopo quando Beauden Barrett in mezzo al campo raccoglie sorridendo e ringraziando un lancio fuori misura di Ghiraldini in touche e sigla facilmente il 3-45. La disattenzione è molto grave e pochi minuti dopo, al 52’, ne facciamo un’altra consentendo a McKenzie di battere veloce una touche senza nemmeno guardarlo; i nostri avversari arrivano così facilmente nei 22 dove Richie Mo’Unga (entrato da pochissimo) mette in meta lo stesso Damian McKenzie con un grubber (3-52). Sembrerebbe il classico momento di rottura, quello in cui spariamo dal campo e loro ci massacrano. Invece incredibilmente restiamo in campo a tenere botta, senza proporre granchè, ma senza nemmeno essere dei birilli da saltare. Così riusciamo a non subire punti per quasi 20’, nei quali la palla l’hanno quasi sempre loro, ma un po’ per loro errori (anche loro stanchi al termine di una lunghissima stagione) un po’ per tigna nostra, non ci sono marcature. Il tabellino riprende, così, a muoversi al 72’quando Jordy raccoglie un perfetto grubber effettuato in modo magistrale nientepopodimeno che da un tallonatore (Nathan Harris subentrato a Coles) e vola in meta verso la sua bandierina preferita (3-59). Negli ultimi minuti abbiamo persino la forza e l’orgoglio di installarci davanti alla loro linea di meta, il che vale quasi come la marcatura che per nostri errori e loro voglia di non regalare nulla non arriva. Il tutto finchè a tempo scaduto il nostro lodevole desiderio di restare ancora in campo viene punito dal marcatore seriale Jordy Barrett che fissa il finale di 3-66.
Che dire? Al termine delle partite con gli AB’s viene spesso da chiedersi se serva davvero giocare contro gente evidentemente di un altro pianeta. Confesso di non avere una risposta; certo è che qualcosa di dignitoso l’abbiamo fatto, come un pugile che pur prendendo una marea di pugni ed avendo subito vari conteggi riesce comunque a finire il match in piedi. Si può forse sperare altro quando si gioca contro gente che fa un altro sport?
Questo il commento di Conchuir O’Sé: “Ovviamente avevamo altre aspettative prima della partita, ma sapevamo anche di doverci confrontare contro una squadra di altissimo livello. Abbiamo iniziato a subire la pressione forte sul 17-3, poi i nostri avversari hanno mostrato tutte le loro abilità. Noi vogliamo sempre fare meglio, ma dobbiamo anche essere realistici. Il modo per capire come vogliamo migliorarci è sempre fare meglio in ogni partita, soprattutto contro squadre come la Nuova Zelanda. Sappiamo che è una strada molto molto lunga, che il lavoro è duro. Abbiamo avuto tanta pressione in questi test match, giocando anche bene con Georgia e Australia. Oggi non abbiamo fatto molte belle cose ma anche loro erano rabbiosi e vogliosi di riscattare la sconfitta della scorsa settimana. Dobbiamo avere la responsabilità di volerci migliorare in ogni partita.”
Dice invece capitan Ghiraldini: “Gli All Blacks oggi hanno dimostrato ancora una volta di essere la squadra più forte del mondo. Sapevamo che squadra andavamo ad affrontare ed ora sta a noi vedere dove abbiamo sbagliato oggi. Nell’ultima settimana abbiamo lavorato duramente per arrivare pronti a questa partita. E’ normale però che anche gli errori che abbiamo commesso oggi sono dovuti certamente al grande avversario che avevamo di fronte. Dopo la partita è sempre difficile andare ad analizzare subito quali sono stati gli errori commessi, ma le capacità della squadra che avevamo di fronte sono sicuramente indiscutibili”.
I Tabellini:
Roma – Stadio Olimpico – 24/11/2018
Cattolica Test Match – ITALIA-NUOVA ZELANDA: 3-66
Marcatori:p.t.8′ m. Perenara (0-5); 12′ cp. Allan (3-5); 18′ m. McKenzie, tr. B. Barrett (3-12); 27′ m. McKenzie (3-17); 30′ m. J. Barrett, tr. B. Barrett (3-24); 40′ m. J. Barrett tr. B. Barrett (3-31); s.t. 43′ m. Laumape tr. B. Barrett (3-38); 45′ m. B. Barrett tr. B. Barrett (3-45); 52′ m. McKenzie tr. Mo’Ounga (3-52); 72′ m. J. Barrett tr. Mo’Ounga (3-59); 80′ m. J. Barrett tr. Mo’Ounga (3-66)
Italia: Hayward; Sperandio, Campagnaro, Castello, Sperandio (50′ Padovani); Allan (54′ Morisi), Tebaldi (66′ Palazzani); Steyn, Polledri, Negri (70′ Meyer); Budd, Zanni (37′ Fuser); Ferrari (59′ Pasquali), Ghiraldini (c, 59′ Bigi), Lovotti (47′ Traorè).
All. O’Sé
All Blacks: McKenzie; J. Barrett, Lienert-Brown, Laumape, Naholo (54′ Ioane); B. Barrett (50′ Mo’Ounga), Perenara (50′ Tahuriorangi); Read (c), Savea (47′ Papalii), Fifita; S. Barrett (59′ Retallick), Tuipulotu; Laulala (53′ Ta’Avao), Coles (59′ Harris), Tungafasi (59′ Tu’Inukuafe).
All. Hansen
Arb. Andrew Brace (Irlanda), dal 24′ Pascal Gauzere (Francia)
Assistenti: Pascal Gauzere (Francia), dal 24′ Manuel Bottino (Italia); Sean Gallagher (Irlanda)
Calciatori: B. Barrett (All Blacks) 5/7; Allan (Italia) 1/1; Mo’Ounga (All Blacks) 3/3
Cattolica man of the match: Jordie Barrett (All Blacks)
Note: giornata nuvolosa a Roma. Temperatura 18°. Spettatori presenti 53.204.