Domani, 22 novembre, cade il decimo anniversario dell’ultima uscita dei Pacific Islanders, che chiusero la propria avventura sconfiggendo l’Italia
Sono passati dieci anni da quando i Pacific Islanders, la squadra che riuniva i migliori elementi del rugby figiano, samoano e tongano, arrivarono a Reggio, nel brinoso cuore dell’umida pianura emiliana. Era un gelido sabato 22 novembre 2008 e fu, per tanti, un giorno da ricordare; lo fu per i Pacific Islanders stessi, che allo Stadio Giglio vinsero la loro prima partita dopo otto infruttuosi tentativi, disputando al contempo anche la loro ultima, di partite, visto che purtroppo dopo quella tournèe i guerrieri di Samoa, Fiji e Tonga non si sono più riuniti; lo fu per Reggio Emilia, che quel pomeriggio ospitò per la prima e finora ultima volta un test match della nazionale azzurra maggiore e che vide un record di spettatori per un incontro di palla ovale tuttora imbattuto in provincia, con 13.595 presenti allo stadio Giglio ora ribattezzato Mapei Stadium; lo fu per molti reggiani, che del rugby conoscevano l’haka e poco più e che non avevano mai visto dal vivo la nazionale azzurra.
Come Stella, ad esempio, che lavorava al teatro Municipale di Reggio e che nonostante la passione per Puccini e l’opera lirica quel giorno decise di andare ad ammirare i maestri del rugby, insieme al moroso Paolo: “era la mia prima partita di rugby, ricordo il clima disteso e amichevole di festa, la tribuna piena di noi spettatori imbacuccati ma elettrizzati, tutti in piedi appena la banda ha attaccato ‘Fratelli d’Italia’, e poi la danza della squadra del Pacifico, e la partita, e l’attesa alla fine per vedere i giocatori uscire dagli spogliatoi… No, non sono più tornata a una partita di rugby, ma mi è rimasta una bella emozione legata a questo sport”.
I camioncini con la porchetta, i venditori di sciarpe azzurre, il parcheggio lontano e la camminata insieme verso lo stadio, la coda per entrare, l’inno d’Italia cantato in coro in tredicimila, fu un giorno insolito per gli appassionati reggiani, abituati alla dimensione da tutti-conoscono-tutti della tribuna della Canalina, dove giocava e talvolta gioca ancora la squadra locale
Fu una giornata speciale anche per Viliami Vaki, terza linea ala dei Pacific, nonostante lui ancora non potesse saperlo. Il gigante di Vava’u, la più settentrionale delle isole Tonga a 350 km di oceano dalla capitale Nuku’alofa, giocava allora nel Perpignan e sarebbe tornato a Reggio due anni dopo, ingaggiato dal Rugby Reggio. Nella città emiliana Viliami incontrò una ragazza che è diventata sua moglie e con la quale ha costruito una bellissima famiglia; oggi, a 42 anni, Viliami vive a due passi dal centro storico, è assistant coach di Manghi nel Valorugby di Top 12 e ha un fratello, Felesi, che gioca nella locale squadra di C2 chiamata Lupi Reggiani. Quel giorno non poteva immaginare che quella fredda cittadina in pieno entroterra italiano sarebbe diventata la sua casa.
Il match. L’Italia di quel periodo, diretta da Nick Mallett, era un’Italia piena di nomi a noi cari e che però il sergentone australiano non seppe mai plasmare compiutamente, rendendola solida in difesa ma smussata in attacco; a Reggio gli azzurri incapparono a dir la verità in una delle loro prove meno convincenti anche sul piano difensivo. Di fronte agli isolani, apparsi fragili come struttura d’insieme nelle precedenti uscite a Londra e Marsiglia, furono gli azzurri a dimostrarsi incerti e imprecisi, chiudendo il primo tempo in netto svantaggio (10-22) prima della meta di “Bergamauro” che portò al 17-25 conclusivo.
Gli Islanders passarono in vantaggio già dopo 3’ con l’ala Delasau, che sulla fascia destra bruciò il tentativo di placcaggio di Garcia in una fase di gioco rotto dal calcio in profondità di Baikeinuku. Gli azzurri si riavvicinarono con un piazzato di Marcato e compirono l’illusorio sorpasso con una pregevole meta di Ghiraldini (chissà se gioca ancora questo promettente tallonatore?…) dopo un breakdown cercato da Bortolami e una sventagliata belt-to-belt dalla sinistra alla destra attraverso i passaggi di Travagli, Marcato, Garcia, Parisse e Robertson fino all’ “ala” Ghiraldini, bravissimo ad aprirsi un sentiero verso la meta attraverso i placcaggi di due isolani.
Prima della fine del primo tempo però gli imponenti Pacific Islanders (in codice “Magnum P.I.”) scavarono un grande solco nel punteggio con la seconda meta di Delasau e la meta di Ratuvou allo scadere di frazione (tutti figiani furono i punti degli isolani quel giorno), incrementando poi il gap a inizio ripresa con una punizione di Baikeinuku (10-25).
A un quarto d’ora dalla fine la meta di Mauro Bergamasco, servito da Parisse con una di quelle giocate che contribuiscono a fare di Sergio forse il miglior azzurro di tutti i tempi,
fece meno amaro il pomeriggio di Mallett (si arrivava già dalle sconfitte con Australia e Argentina) e contribuì a rendere luminoso il ricordo di quel giorno per i tredicimila spettatori arrivati nello stadio di Reggio.
22 novembre 2008, Reggio Emilia, stadio Giglio
ITALIA – PACIFIC ISLANDERS 17-25
ITALIA (fra parentesi la presunta situazione agonistica attuale): 15 Andrea Masi (ritirato), 14 Kaine Robertson (tornato in NZ, lavora nel management sportivo), 13 Mirco Bergamasco (Vicenza, Italia XIII), 12 Gonzalo Garcia (d.s. del Marista Mendoza, Argentina), 11 Matteo Pratichetti (ritirato), 10 Andrea Marcato (allenatore Petrarca Padova), 9 Pietro Travagli (?), 8 Sergio Parisse (Stade Francais/Italia), 7 Mauro Bergamasco (commentatore TV), 6 Josh Sole (ritirato), 5 Marco Bortolami (staff tecnico Benetton), 4 Tommaso Reato (docente di formazione esperenziale), 3 Carlos Nieto (ritirato), 2 Leonardo Ghiraldini (Tolosa/Italia), 1 Matias Aguero (allenatore Aix-en-Provence U18). Panchina: 16 Fabio Ongaro (staff Benetton), 17 Andrea Lo Cicero (tra le tante attività, la partecipazione a “La prova del cuoco” in tv), 18 Salvatore Perugini (incarico FIR), 19 Alessandro Zanni (Benetton Treviso/Italia), 20 Giulio Toniolatti (staff Capitolina), 21 Luke McLean (London Irish), 22 Riccardo Pavan (Payanini Verona).
Sostituzioni: Zanni per Sole al 41’, Ongaro per Ghiraldini al 55’, McLean per Masi al 62’, Lo Cicero per Aguero al 65’, Perugini per Nieto al 71’. Non entrati: Toniolatti, Pavan, Canavosio.
Allenatore: Nick Mallett (ritirato).
PACIFIC ISLANDERS: 15 Kameli Ratuvou, 14 Sailosi Tagicakibau, 13 Seilala Mapusua, 12 Epi Taione, 11 Vilimoni Delasau, 10 Seremaia Bai, 9 Sililo Martens, 8 Sisa Koyamaibole, 7 Nili Latu, 6 Viliami Vaki, 5 Paino Hehe, 4 Filipo Levi, 3 Kisi Pulu, 2 Tanielu Fuga, 1 Justin Va’a. Impact players: 16 Sunia Koto, 17 Tonga Lea’aetoa, 18 Semisi Naevo, 19 Hale T-Pole, 20 Mosese Rauluni, 21 Seru Rabeni, 22 Gavin Williams.
Arbitro: Wayne Barnes (Inghilterra).
MARCATORI: 3’ meta Delasau tr Baikeinuku, 6’ cp Marcato, 16’ meta Ghiraldini tr Marcato, 19’ cp Baikeinuku, 29’ meta Delasau, 40’ meta Ratuvou tr Baikeinuku; 42’ cp Baikeinuku, 66’ meta Ma.Bergamasco tr Marcato.
Note: cartellino giallo a Baikeinuku (P.Islanders) al 25’. Spettatori 13.595.
Riassunto delle partite dei Pacific Islanders