Coppe Europee

Giornataccia per le Zebre, Connacht vince per otto mete a una

Scritto da Rugby.it

Male in ogni settore, il gioco sembra peggiorare; Canna insicuro, Fabiani espulso per morso

Cosa è successo alle Zebre non si sa, canterebbe Zucchero che a non molti km da Parma, nel paesello di Roncocesi, è nato. A poche settimane dalla gara di Celtic sospesa per maltempo e fino all’interruzione dominata dai bianconeri, il rapporto di forze tra la squadra di Guidi e la franchigia dell’Irlanda occidentale si è ribaltato di 180 gradi. Al Lanfranchi, nella seconda giornata di Champions Cup, il Connacht ha travolto le Zebre segnando otto mete, sfiorandone altre e dimostrando superiorità in ogni aspetto del gioco. Per i parmensi forse la peggior prestazione stagionale, con un Canna pasticcione e un Fabiani capace di farsi espellere per un morso.
Dopo il minuto di silenzio osservato in onore di Anthony Foley, giocatore e allenatore la cui scomparsa sembra aver commosso l’intero mondo del rugby, la partita è iniziata senza indugi. Passati appena sedici secondi, un passaggio in difesa di Canna alla… gommapiuma del palo ha gettato le Zebre nel panico, ma sul rimpallo i bianconeri sono riusciti a schiacciare a terra nella propria area di meta. L’episodio si è rivelato il prologo della giornata storta della squadra. Il Connacht sfiora la meta al 2’ (double movement di Ronaldson, l’arbitro francese annulla) ma la trova al 10’ con l’ala Ili, su preciso calcio rasoterra di Carty. Passano tre minuti ed è lo stesso Carty ad andare in meta in contropiede, abbrancando un pallone “scoppiato” dalle mani di Canna dopo un duro placcaggio. Ronaldson trasforma e al 14’ è 0-14: il ricordo degli ottanta punti di Coventry transita silenziosamente per la mente di tutti.
Al 27’ il flanker irlandese O’Brien incappa in un giallo per intervento irregolare in ruck ma tre minuti più tardi Fabiani annulla la superiorità numerica con un morso a Roux durante una resa dei conti a terra, la palla già lontana; la dinamica dell’episodio non appare chiara ma la sua stupidità sì. Rosso per il tallonatore zebrato.
All’intervallo, sullo 0-14, la partita non ha ormai quasi più nulla da dare, se non il dubbio del bonus-point per il Connacht. L’incertezza svanisce presto: dopo appena 46 secondi nella ripresa Carty e Ili costruiscono una meta quasi identica alla prima, solo che questa volta il calcio all’ala sulla sinistra è alto e non rasoterra.
Al 49’ Castello prende giallo (“not rolling away!”) e in tredici contro quindici le Zebre subiscono subito la quarta meta, una meta tecnica su carrettino.
Nell’ultima mezz’ora segnano anche l’estremo Kelleher, due volte, il pilone di riserva Conor Carey, il bravo D’Apice subentrato a Mbanda dopo l’uscita di Fabiani e quasi all’ultima azione di nuovo Scott Ili. Finisce 7-52 un grigio pomeriggio di metà autunno.

Zebre 7
Connacht 52

ZEBRE: 15 Edoardo Padovani 14 Gabriele Di Giulio 13 Giulio Bisegni 12 Tommy Castello 11 Giambattista Venditti 10 Carlo Canna 9 Marcello Violi 1 Andrea Lovotti 2 Oliviero Fabiani 3 Pietro Ceccarelli 4 Quintin Geldenhuys 5 George Biagi (cap) 6 Maxime Mbanda 7 Johan Meyer 8 Dries van Schalkwyk 16 Tommaso D’Apice 17 Bruno Postiglioni 18 Guillermo Roan 19 Josh Furno 20 Federico Ruzza 21 Guglielmo Palazzani 22 Tommaso Boni 23 Giovanni D’Onofrio

CONNACHT: 15 Cian Kelleher 14 Niyi Adeolokun 13 Peter Robb 12 Craig Ronaldson 11 Stacey Ili 10 Jack Carty 9 Kieran Marmion 1 JP Cooney 2 Shane Delahunt 3 Finlay Bealham 4 Quinn Roux 5 Andrew Browne 6 Sean O’Brien 7 Jake Heenan 8 John Muldoon (cap)16 David Heffernan 17 Dominic Robertson McCoy 18 Conor Carey 19 Ultan Dillane 20 Eoin McKeon 21 Caolin Blade 22 Shane O’Leary 23 Bundee Aki

Marcatori: 10’ meta Ili tr Ronaldson, 13’ meta Carty tr Ronaldson, 41’ meta Ili tr Ronaldson, 50’ meta tecnica Connacht tr Ronaldson, 56’ meta Kelleher tr Ronaldson, 60’ meta Carey, 65’ meta D’Apice tr Padovani, 73’ meta Kelleher, 79’ meta Ili tr Ronaldson.

Note: cartellino giallo al 27′ per O’Brien (Con), rosso al 30′ per Fabiani (Zeb), giallo al 49′ per Castello (Zeb).

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