Nazionali

Delusione Italia a Monigo

Scritto da jpr

Basta un Argentina distratta per maltrattare un’Italia che non sa incidere: 16-37

Arrivava da ben 7 sconfitte consecutive l’Argentina che è scesa in campo a Monigo contro un’Italia che forse era stata fin troppo lodata dopo la mancata distruzione contro gli AB’s in versione Boh. Non c’è stata partita, dobbiamo essere sinceri. L’Italia ha combinato qualcosa solo quando gli avversari, un pò pigri e supponenti (ma evidentemente potevano permetterselo) glielo hanno consentito prendendosi pause e distrazioni che probabilmente contro altri non si sarebbero potuti permettere pena una figuraccia epocale. Se dobbiamo guidicare svaniti i presunti progressi visti in difesa una settimana fa non ne sono arrivati di certo in fase offensiva questa volta, con una squadra azzurra incapace di avanzare se non casualmente a seguito di iniziative individuali di questo o quel singolo, ma mai grazie ad una efficace manovra o ad un’idea tattica purchessia. Questa squadra è priva di gioco, bisogna avere il coraggio di riconoscerlo, ed avendo poche individualità di spicco non può affidarsi più che tanto ad exploit personali di questo o quello. Consoliamoci, se possibile, pensando che l’avventura è solo all’inizio e speriamo che si riesca a mostrare qualche spunto di crescita. Oggi non si è visto nulla. Anzi.

All’esecuzione degli inni non stupisce vedere come l’argentino Ivan Nemer, che solo per le bizzarrie dei regolamenti gioca per l’Italia contro il suo Paese, si commuova fino alle lacrime mentre i suoi connazionali cantano il loro trascinante Oid, mortales, ma il tempo per i sentimentalismi è breve e al calcio d’avvio gli azzurri di Kieran Crowley sembrano aggressivi ed in palla al punto da conquistare un immediato turnover da cui non nasce, però, nulla. Gli argentini non paiono brillantissimi, ma concreti si e giocano molto sui loro punti di forza, soprattutto il gioco aereo dominato da Boffelli, e le nostre magagne, in special modo la touche. Dopo un tentativo fallito dalla piazzola Emiliano Boffelli trova il modo di farsi perdonare recuperando un up&under incredibile ed esibendosi in uno strepitoso offload per il cavallone Marcos Kremer che galoppa inarrestabile verso la meta e marca lo 0-7. La botta scuote gli azzurri che continuano a sbagliare in touche e a trasformare ogni possesso in esibizione di sterilità. Solo il breakdown ci vede competitivi con i nostri ragazzi che competono col capitano albiceleste Montoya nell’arte del grillotalpaggio. Al 15’ un offside azzurro abbastanza ingenuo consente ad Emiliano Boffelli di allungare dalla piazzola sullo 0-10 e da questo momento la partita sembra diventare equilibrata, più che altro perché a calare sembra l’efficienza e l’aggressività degli ospiti che però trovano poi un’altra marcatura pesante al 28’ con Juan Martin Gonzalez Sanso che conclude in meta un’azione tutta in dribbling al piede ed è 0-17. Il vantaggio sazia i sudamericani che cominciano a sbagliare in touche, mentre noi fortunatamente smettiamo, e ad essere disciplinati a modo loro. Doleman, infatti vede un loro offside che Paolo Garbisi sfrutta per muovere finalmente il tabellino al 31’. Il gioco ristagna e nessuna delle due squadre produce nulla. Con tanta inconcludenza non stupisce che da un nostro banale errore in attacco (uno dei tanti) finisca per scaturire la nostra seconda marcatura: un in avanti in attacco determina una mischia in cui Doleman ravvisa un fallo Puma e ancora Garbisi piazza il 6-17 grazie all’aiuto provvidenziale del palo interno che chiude la prima frazione.

Immaginiamo l’intervallo in casa Puma con la faccia cattiva di Ledesma che chiede ai suoi se pensino che la partita sia già finita, vista la mollezza mostrata dopo i primi 20′, mentre nel nostro spogliatoio probabilmente si valutano positivamente la buona reazione in chiusa, la touche in qualche modo aggiustata dopo un avvio catastrofale e un breakdown in cui spesso bagnamo il naso ai sostegni argentini in perenne ritardo. Ed anche un punteggio che si è un attimino “aggiustato” nel finale.

Ma l’avvio di secondo tempo ci vede ancora soccombenti già al 42′, quando prendiamo meta da Matias Moroni al termine di un’azione così banale che di più non si può: un semplicissimo passamano da destra a sinistra su cui non abbiamo l’ultimo uomo e per il centro Puma è facilissimo trotterellare lemme lemme in meta per il 6-24. La reazione azzurra rischia di generare poco dopo un coast to coast ospite quando Jeronimo de la Fuente butta via un intercetto che avrebbe potuto ribaltare il campo se il centro argentino invece che buttare via la palla l’avesse passata a uno dei due liberissimi compagni pronti a galoppare indisturbati. Così finalmente puniamo la loro supponenza e svogliatezza con il massimo della pena. Tutto nasce da un’iniziativa personale ed isolata di Seb Negri che rompe un placcaggio e vola verso la meta; i Pumas lo recuperano in extremis, ma nel prosieguo dell’azione commettono fallo. Noi andiamo in touche e dal fallimento della nostra maul nasce una serie di pick&go sino a quando il gallese Stephen Varney non vede un buchino libero e schiaccia portandoci sul 13-24 al 48′. E’ il miglior momento azzurro anche perchè due soli minuti dopo Doleman ci concede un fallo piazzabile per motivi che onestamente non abbiamo capito e Garbisi capitalizza avvicinandoci ai Pumas fino a -8, che pare un risultato più che dignitoso. Purtroppo oltre ai 3 punti l’azione ci porta via Marco Riccioni che esce in barella con un infortunio che sfortunatamente appare piuttosto serio. Il nostro avvicinamento risveglia gli ospiti dal loro torpore e al 54′ gli albiceleste vengono a conquistare un turnover ben dentro i nostri 22. La loro mischia, che ormai sta prendendo decisamente il sopravvento consegna un’ottima palla alla mediana che cerca e trova la superiorità sull’out sinistro dove l’australiano Ioane non c’è e Santiago Cordero ha gioco facile a marcare con Boffelli che non trasforma per il 16-29. La partita che si era riaperta sostanzialmente si chiude lì. Entra Nicolàs Sanchez e finalmente anche loro hanno un vero mediano di apertura e noi subito con un ingenuo mancato rientro durante un ping pong tattico gli concediamo di colpire dalla piazzola al 63′ portando i nostri avversari a dormire comodamente sul 16-32. In una partita che ormai ha già detto tutto quanto andava detto c’è spazio anche per la figura innovativa della “meta replay” nel giro di un minuto, il 76′: la loro maul ci fa male da touche e Facundo Bosch schiaccia secondo Doleman, ma il TMO vede un in avanti del marcatore e correttamente annulla. C’era comunque un vantaggio in corso per fallo azzurro e loro non ci stanno: ci rifanno la stessa touche, la stessa maul e lo stesso marcatore Bosch nello stesso minuto rifà meta, stavolta valida, sigillando il punteggio finale di 16-37. Nel garbage-time c’è spazio per un ultimo conato azzurro, favorito anche da molti loro errori con i quali sembrano dirci “vediamo se riuscite a combinare qualcosa“. Non combiniamo niente. Fischio finale. Delusione.

Doveva essere la partita “vera” di questo novembre azzurro, considerando troppo difficile quella con gli AB’s e troppo facile quella con i Teros (vedremo se sarà così: sarebbe drammatico non lo fosse!): se è così allora da questo novembre non c’è quasi nulla di buono da portare via se non la speranza, come dicevamo più sopra, che si possa migliorare essendo all’inizio di un percorso. Anche se va detto che di percorsi ne abbiamo iniziati già millanta ritrovandoci sempre delusi dopo non molto. Facendo un bilancio di quel che è andato benino, per non deprimerci troppo, possiamo dire che la touche alla fine ha quasi raggiunto un 6 di stima, che siamo stati efficienti al breakdown conquistando parecchi palloni, anche grazie alle ferie prese dai loro sostegni. Peccato che poi di quei palloni conquistati non avessimo la benchè minima idea di cosa fare. La difesa che aveva fatto gridare al miracolo 7 giorni fa oggi ha molto deluso, specie se pensiamo che abbiamo preso due mete al largo perchè le nostre ali erano a fare chissà cosa chissà dove quando loro allargavano. Prove individuali significative dei nostri non ne abbiamo viste e l’unico singolo che vogliamo nominare è Marco Riccioni per fargli (e farci) l’augurio che l’infortunio sia meno grave di come in realtà è apparso. Speriamo di essere all’altezza delle aspettative almeno fra 7 giorni…

Due parole anche sui Pumas: dubito che Ledesma avrà fatto dei complimenti ai suoi. In effetti la vittoria dopo tante sconfitte è l’unica cosa buona che possono portarsi via. Hanno giocato in maniera irriconoscibilmente molle per essere i Pumas. Tanti errori, tanta pigrizia sui punti d’incontro, una mischia efficiente solo nel finale. Insomma, il loro punto di forza è stato avere un avversario che non ha avuto la forza di impensierirli.

IL TABELLINO: 

Treviso – Stadio Comunale di Monigo

Sabato 13 novembre 2021 

Italia v Argentina 16-37 (6-17) 

Marcatori: PT 10’ m. Kremer, r. Boffelli (0-7); 15’ cp Boffelli (0-10);  28’ m Gonzalez, t. Boffelli (0-17); 32’ cp Garbisi (3-17); 40’ cp Garbisi (6-17). ST 42’ m. Moroni, t. Boffelli (6-24); 47’ m. Varney, t. Garbisi (13-24); 50’ cp Garbisi (16-24); 54’ m. Cordero, nt (16-29); 63’ cp Boffelli (16-32); 76’ m. Bosch, nt (16-37)

 Italia: 15 Matteo MINOZZI (55’ Mori); 14 Edoardo PADOVANI, 13 Juan Ignacio BREX, 12 Luca MORISI, 11 Montanna IOANE; 10 Paolo GARBISI, 9 Stephen VARNEY (70’ Fusco); 8 Giovanni LICATA (8’ st Ruzza), 7 Michele LAMARO (c), 6 Sebastian NEGRI (55’ Pettinelli); 5 David SISI (8’ st Fuser), 4 Niccolò CANNONE; 3 Marco RICCIONI (10’ st Ceccarelli), 2 Gianmarco LUCCHESI (64’ Bigi), 1 Ivan NEMER (48’ Fischetti)

A disposizione: 16 Luca BIGI, 17 Danilo FISCHETTI, 18 Pietro CECCARELLI, 19 Marco FUSER, 20 Federico RUZZA, 21 Giovanni PETTINELLI (esordiente), 22 Alessandro FUSCO (esordiente), 23 Federico MORI 

 Head Coach: Kieran Crowley

 Argentina: 15 Emiliano BOFFELLI; 14 Santiago CORDERO, 13 Matias MORONI, 12 Jeronimo DE LA FUENTE (70’ Cinti), 11 Mateo CARRERAS; 10 Santiago CARRERAS (60’ Sanchez), 9 Tomas CUBELLI (65’ Bertranou); 8 Facundo ISA (10’ st Grondona), 7 Juan Martin GONZALEZ, 6 Pablo MATERA; 5 Tomas LAVANINI (65’ Paulos), 4 Marcos KREMER; 3 Francisco GOMEZ KODELA (55’ Medrano), 2 Julian MONTOYA (C – 70’ Bosch), 1 Thomas GALLO (60’ Calles)

 A disposizione: 16 Facundo BOSCH, 17 Ignacio CALLES, 18 Santiago MEDRANO, 19 Lucas PAULOS, 20 Santiago GRONDONA, 21 Gonzalo BERTRANOU, 22 Nicolas SANCHEZ, 23 Lucio CINTI

 Head Coach: Mario Ledesma

ArbitroJames Doleman (NZRU)

 Cartellini: 

Calciatori: Boffelli 5/6; Garbisi 4/4

Note: Giornata grigia e tipicamente autunnale, terreno di gioco in ottime condizioni, spettatori 3750 (sold out): Esordio per il veneziano Pettinelli (Azzurro n. 711) e per il napoletano Fusco (Azzurro n. 712).

Player of the Match: Emiliano BOFFELLI (ARG)

 

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jpr