Rugby World Cup 2019

Galles, la vittoria della disperazione, la nemesi del rosso

Scritto da jpr

Il Galles più brutto batte la Francia più intelligente e va in semifinale: 20-19

Al termine di una battaglia equilibrata, non bellissima, ma intensissima, è il Galles di Warren Gatland a prevalere di un solo punto e grazie ad un cartellino rosso: la nemesi di quanto accadde 8 anni fa quando furono invece les bleus a sfruttare il famoso rosso di Warburton e prevalere per 9-8. Va subito detto che per intelligenza ed applicazione forse la Francia avrebbe meritato di più; ed anche qui si può stabilire un parallelo con quanto avvenne 8 anni fa quando probabilmente accadde il contrario. Ma andiamo con ordine e vediamo di trarre dalla cronaca gli elementi per il giudizio.

Sin dai primi minuti è possibile vedere in campo una Francia che gioca con grande raziocinio e straordinaria capacità di sfruttare le situazioni casuali e gli errori avversari; errori che sono tutt’altro che rari e che testimoniano di un Galles nervoso e confuso. Al 5’ les coqs vanno già a marcare e la meta è la logica conseguenza di una superiorità tattica evidente: un’azione paziente e ragionata sotto i pali a cercare il pertugio giusto che invita al try i tanti centimetri di Sebastien Vahamaina che si allunga oltre l’ultimo pick6go a siglare il primo vantaggio sullo 0-5. Il Galles accusa il colpo ed ancora sotto shock becca il gancio dopo il jab all’8’: l’azione è un’epitome della partita francese con l’eccellente Vakatawa che produce uno sbrego che i rossi non riescono a ricucire e lancia in campo aperto Ntamack da cui la palla arriva a Charles Olivon dritto sotto i pali: 12-0 e Galles che sembra un pugile suonato. A scuotere i compagni è uno dei più giovani della truppa, Aaron Wainwright, il flanker che sembra un attore porno degli anni ’70, che raccoglie una ghiottissima palla vagante tra un breakdown e l’altro e vola in mezzo ai pali (7-12). La sveglia fa bene ai Dragoni che ora hanno un possesso di maggiore qualità ed ottengono un piazzato grazie ad un high-tackle sul più abrasivo del proprio pack, cioè Jake Ball, che Dan Biggar (senza più dance) mette fra i pali accorciando sul 10-12 al 20’. Ma di lì a poco si verifica la prima svolta della partita che fa pendere pesantemente la bilancia da parte francese: i gallesi, che già avevano dovuto rinunciare a Jonathan Davies, perdono anche uno dei leader del pack, Josh Navidi, che esce per un guaio muscolare. Al suo posto Ross Moriarty che nemmeno un minuto dopo essere entrato, al 25’, si becca un giallo sacrosanto placcando in modo pericoloso Fickou, lanciato da un rocambolesco rimpallo che aveva favorito i transalpini. In superiorità numerica la Francia capitalizza subito con Virimi Vakatawa, oggi semplicemente inarrestabile, che entra in meta dopo una paziente gestione della mediana che crea le condizioni per liberarlo prima di lanciarlo: 19-10 al 31’. A questo punto la Francia potrebbe dilagare, ma il Galles si ritrova attorno al proprio leader morale Alun Wyn Jones che guida una resistenza stile Alamo e riesce a portare a termine la prima frazione senza subire altri punti. Forse non si può dire che il Galles la vinca qui, ma sicuramente è lecito pensare che qui eviti di perderla.

Ad inizio ripresa la partita ristagna e sembra incanalata dove vogliono portarla gli uomini del baffo Jacques Brunel: tanto territorio grazie soprattutto al piede di Medard che vince quasi sempre i ping-pong tattici contro un poco lucido Biggar ed un ancor meno lucido Liam Williams. E’ proprio il segaligno estremo gallese a commettere una fotta terribile toccando una palla destinata all’out che regala una touche a pochi metri dal try. Ma qui si verifica la seconda svolta decisiva del match: durante la successiva maul Vahamaina, con un comportamento stupido e criminale allo stesso tempo, prima incravatta Wainwright e poi gli sferra una violentissima e volontarissima gomitata al volto: se anziché un robusto flanker avesse colpito così un impiegato del catasto probabilmente l’avrebbe decapitato. Il rosso decretato al 49’ dal sudafricano Jaco Peyper dopo consultazione col TMO è giusto e mi auguro che avrà conseguenze disciplinari molto pesanti perché comportamenti da bullo come questi non sono tollerabili a questo livello. Il Galles galvanizzato dallo scampato pericolo e dall’opportunità presentatasi comincia però a comportarsi come un bambino goloso davanti ad un enorme cabaret di pasticcini: i rossi si strafogano di fretta ed errori che inficiano una lunga teoria di azioni che se condotte più giudiziosamente avrebbero potuto essere coronate da successo. Mentre il Galles si abbuffa di errori la Francia si mette a dieta e gioca l’essenziale basico del rugby: territorio e cronometro. Il Galles ottiene solo un piazzato che Biggar realizza al 53’ portandosi sotto break (13-19) e nella sua bulimia frettolosa si mangia almeno tre se non quattro chiare situazioni da meta. Ma il destino in attesa da 8 anni evidentemente aveva dato appuntamento alle due contendenti nei pressi dell’abisso. Succede al 74’: il Galles si mangia con un in avanti l’ennesima meta quasi-fatta e si deve giocare una mischia blù vicino alla linea fatale. Per la prima volta i gallesi sembrano ricordarsi di giocare 8 contro 7, spazzano via il pack avversario e strappano la palla che Tipuric consegna a Ross Moriarty per il grounding fatale: 20-19. Da lì il cronometro gioca per il Galles fino al gong e all’esultanza di tutto il popolo Cymraeg.

Il risultato premia probabilmente il Galles meno bello di questa RWC e punisce la Francia più intelligente e giudiziosa. Intelligente e giudiziosa tranne che per un suo uomo che porterà lo stigma di una semifinale mancata. Ma a parte la vittoria sono poche le cose di cui Warren Gatland può essere soddisfatto al termine del match da cui esce si con la conquista della semifinale, ma con una prestazione poco lucida ed infortuni preoccupanti. Il lato positivo potrebbe essere che se anche in una giornata così brutta è arrivato un risultato così meraviglioso forse si può solo migliorare. Sul piano individuale è difficile trovare dei + fra i rossi, mentre fra i bleus i punti esclamativi sono parecchi e possono seguire i nomi di Medard, di Fickou, di Vakatawa, di Olivon, Lauret e Poirot, autori tutti di ottime prestazioni. Però ha vinto il Galles ed è bello vedere vincere una squadra unita come un pugno rosso lanciato verso il cielo.

I TABELLINI

Oita – 20/10/2019 – RWC Quarti di finale

GALLES-FRANCIA 20-19

Galles: 15 Liam Williams, 14 George North, 13 Owen Watkin, 12 Hadleigh Parkes, 11 Josh Adams, 10 Dan Biggar, 9 Gareth Davies, 8 Josh Navidi, 7 Justin Tipuric, 6 Aaron Wainwright, 5 Alun Wyn Jones (c), 4 Jake Ball, 3 Tomas Francis, 2 Ken Owens, 1 Wyn Jones.
A disposizione16 Elliot Dee, 17 Rhys Carre, 18 Dillon Lewis, 19 Adam Beard, 20 Ross Moriarty, 21 Tomos Williams, 22 Rhys Patchell, 23 Leigh Halfpenny

Marcatori Galles

Mete: Wainwright (11), Moriarty (75)
Conversioni: Biggar (11, 75)
Punizioni: Biggar (19, 55)

Francia: 15 Maxime Medard, 14 Damian Penaud, 13 Virimi Vakatawa, 12 Gael Fickou, 11 Yoann Huget, 10 Romain Ntamack, 9 Antoine Dupont, 8 Gregory Alldritt, 7 Charles Ollivon, 6 Wenceslas Lauret, 5 Sebastien Vahaamahina, 4 Bernard Le Roux, 3 Rabah Slimani, 2 Guilhem Guirado (c), 1 Jefferson Poirot.
A disposizione16 Cyril Baille, 17 Camille Chat, 18 Emerick Setiano, 19 Paul Gabrillagues, 20 Louis Picamoles, 21 Baptiste Serin, 22 Camille Lopez, 23 Vincent Rattez

Marcatori

Mete: Vahaamahina (4), Ollivon (7), Vakatawa (30)
Conversioni: Ntamack (7, 30)
Punizioni:

Cartellini gialli: Moriarty (25?)

Cartellini rossi: Vahaamahina (49)

Informazioni sull'autore

jpr