Nella giornata delle sorprese i Pumas aggiungono un altro scalpo
Beh, che dire, questo Championship che sino a stamattina sembrava guidato dai fondamentali ha deciso di farci divertire mescolando le carte. Dopo la clamorosa sconfitta interna dei vincitutto, tocca ai Wallabies subire l’onta di una sconfitta interna, teatro un semivuoto Cbus Stadium di Gold Coast che dimostra le difficoltà di rapporti fra la squadra australiana ed i propri fans. Difficoltà che certo non verrà diminuita dal risultato di oggi. In una partita a ciapanò, con tanti errori difensivi da una parte e dall’altra è la palla che vola via forward dalle mani di Israel Folau quando il tempo è rosso a frustrare l’ultimo disperato assalto dei padroni di casa e sancire l’impresa dei Pumas di un raggiante Marione Ledesma che trionfa sulla squadra nel cui staff lavorava fino a poco tempo fa.
All’inizio il match è bello, movimentato ed equilibrato con gli albiceleste (ieri con un’inopinata maglia blu-celeste…) a portarsi avanti con una bombarda di Emiliano Boffelli al 5’, cui Will Genia risponde con una marcatura pesante (10’, 7-3) frutto di una splendida ed elaborata manovra di tutta la linea arretrata in cui spicca la regia frizzante e creativa del doppio play Beale-Toomua. I Wallabies, in attacco, giocheranno quasi sempre così, con rischio e creatività tranne negli ultimi minuti in cui la bacchetta sarà presa in mano da un Foley spento, grigio e prevedibile. Al bel gioco australiano replicano poco dopo i Pumas che marcano a loro volta con Nicolàs Sanchez che riceve un riciclo ciclonico da terra di Jeronimo De La Fuente, bravo a sfruttare un avanzamento prepotente del solito Agustin Creevy sotto i pali e al 15’ il punteggio è nuovamente ribaltato sul 7-10. La partita è bella e divertente anche perché le difese ed i placcaggi non sono proprio precisissime e di questo mood è bravo ad approfittare al 18’ il funambolico Israel Folau che scrambleggia lungo la linea avversaria alternando orizzontale e verticale per poi affondare in un buco decisivo per il 14-10. Ma i Pumas sono vivissimi e dopo che il TMO ha annullato (mannaggia, che peccato!) una splendida meta di Sanchez perché un micron di un tacchetto di Moyano ha guardato un filo d’erba oltre la linea di out Pablo Matera fa la voce grossa in mezzo al campo sfondando placcaggi insieme a Kremer fino a lanciare il velocissimo ed ispirato Bautista Delguy in meta al 35’ (14-17). Poco dopo ci sarebbe un’altra marcatura con Boffelli che viene servito da Delguy dopo un inopinato grubberino di Matera, ma il TMO vede un altro micron in avanti sull’ultimo passaggio e annulla ancora chiudendo il primo tempo.
Alla ripresa i Pumas continuano a concretizzare con Sanchez che dalla piazzola allunga al 48′ (14-20). I Wallabies pasticciano tantissimo, soprattutto in difesa e trovano anche spesso il modo di autotafazzare le proprie manovre d’attacco fino a quando, al 54’ Haylett-Petty vola al largo su una transizione orizzontale nata da una touche e marca; la trasformazione non va e i Pumas restano avanti di un minuscolo punticino che, però, sarà la loro trincea (19-20). Da qui inizia la partita a ciapanò di cui parlavamo all’inizio; entrambe le squadre hanno più volte l’occasione di dare colpi importanti, ma errori continui vanificano ogni possibilità. Nel frattempo la regia creativa Wallaby purtroppo si è spenta con l’uscita di Toomua e l’ingresso di un Foley che gioca con la verve di un impiegato del catasto. Anche dalla piazzola arrivano errori gravi, prima di sanchez e poi di Hodge, ma al 77’ Emiliano Boffelli che aveva aperto le marcature scrive anche l’ultima annotazione centrando i pali da Marte; ultima annotazione perché poi a Folau succede quanto già detto, per cui finisce 19-23 coi Pumas a festeggiare e i Wallabies a saltellare via malconci e avviliti.
Con questa vittoria il Championship argentino prende tutta un’altra piega; vedremo fra due settimane, dopo la pausa, come andrà.
I Tabellini
15/09/2018 . The Rugby Championship – Quarta giornata
Gold Coast – Cbus Stadium – Australia-Argentina 19-23
Australia: 15 Dane Haylett-Petty, 14 Israel Folau, 13 Reece Hodge, 12 Matt Toomua, 11 Marika Koroibete, 10 Kurtley Beale, 9 Will Genia, 8 Pete Samu, 7 David Pocock (c), 6 Lukhan Tui, 5 Izack Rodda, 4 Rory Arnold, 3 Allan Alaalatoa, 2 Tatafu Polota-Nau, 1 Scott Sio
A disposizione: 16 Folau Faingaa, 17 Sekope Kepu, 18 Taniela Tupou, 19 Adam Coleman, 20 Ned Hanigan, 21 Nick Phipps, 22 Bernard Foley, 23 Jack Maddocks
Marcatori Australia
Mete: Genia (11), Folau (18), Haylett-Petty (55)
Conversioni: Toomua (11, 18)
Argentina: 15 Emiliano Boffelli, 14 Bautista Delguy, 13 Matias Moroni, 12 Jeronimo De La Fuente, 11 Ramiro Moyano, 10 Nicolas Sanchez, 9 Gonzalo Bertranou, 8 Javier Ortega Desio, 7 Marcos Kremer, 6 Pablo Matera, 5 Tomas Lavanini, 4 Guido Petti, 3 Santiago Medrano, 2 Agustin Creevy, 1 Nahuel Tetaz Chaparro
A disposizione: 16 Julian Montoya, 17 Santiago Garcia Botta, 18 Juan Pablo Zeiss, 19 Matias Alemanno, 20 Juan Manuel Leguizamon, 21 Martin Landajo, 22 Bautista Ezcurra, 23 Juan Cruz Mallia
Marcatori Argentina
Mete: Sanchez (15), Delguy (37)
Conversioni: Sanchez (15, 37)
Punizioni: Boffelli (6, 77)
Classifica dopo la quarta giornata: Allblacks 16, Springboks 10, Pumas 8, Wallabies 5.