Il miglior giocatore del mondo col peggior piede del mondo conduce gli AB’s alla sconfitta contro gli orgogliosi Bokke
Innanzitutto mi scuso per l’esclamazione di derivazione calcistica, ma “Clamoroso al Cibali!” è una di quelle cose che fanno parte della cultura condivisa quando si vuol raccontare di qualcosa di assolutamente imprevisto perché imprevedibile. Il Cibali neozelandese da oggi in poi sarà il Westpac Stadium di Wellington dove i non più sempre vincenti concludono una striscia vincente che sembrava lanciata verso l’infinito. So che il rugby è uno sport di squadra e bla-bla bla-bla, ma non si può non rimarcare come la prestazione oscena di Beauden Barrett (il miglior giocatore del mondo senza discussione alcuna) dalla piazzola, sottraendo ben 8 punti (per lo più facilotti) alla propria squadra sia stata determinante su un risultato con gap di 2 punti. Ciò detto non si può, però, non celebrare il capolavoro di difesa, applicazione feroce e sacrificio fisico messo in campo dagli Springboks del discusso, ma oramai non più discutibile Rassie Erasmus, che su questa partita aveva deciso di giocarsi carriera, testa e reputazione. Perché uno che batte quelli a casa loro non lo può discutere nessuno, quote o non quote.
Gli AB’s, Barrett a parte, ci mettono anche del loro però, forse sottovalutando IL nemico per eccellenza, magari lasciandosi ingannare dal ranking che, come spesso accade, dice molto, ma non tutto. E così ai settimi del ranking pare normale dedicare una normale Ka’mate anziche quella Kapa ‘o Pango che, guarda caso, proprio contro questi avversari era stata introdotta. E, a dire il vero, all’inizio sembra che le cose debbano andare proprio come la danza “normale” lascerebbe presagire. I Bokke ci buttano sudore e muscoli e i neri danzano, al punto che sembra di vedere uno dei mitici match di pugilato fra il grosso e cattivo Joe Frazier che ci mette la rabbia e la forza mentre l’elegante e tecnico Muhammad Alì danza come una libellula e punge come un’ape. Arrivano così in rapida successione due mete di grande bellezza che elude la forza bruta messa in campo dai sudafricani. Già al 4’ i fratelli Barrett confezionano una delizia con Beauden a servire magicamente Jordie, sbagliando poi la facile trasformazione (5-0, -2). Ai Barrett rispondono gli Smith che non sono fratelli, ma sono una gioia per gli occhi: Ben si beve i colossi verdi e serve Aaron per il 12-0 al 16’. Nella mia testa comincio a scrivere il solito pezzo sui soliti AB’s, ma quelli spariscono dal campo per lasciare il campo ad una squadra che gigioneggia pensando di potersi divertire e strafare. A nulla serve il primo avvertimento con il fulmine di guerra Aphiwe Dyantyi che al largo punge anche lui come Alì e marca il 12-7 al 20’. Avvertimento non colto perché Jordie Barrett al 24’ fa una minchiata (termine tecnico appropriato, credetemi sulla parola) giocando una rimessa veloce davanti ai propri 22 avendo per Ioane, che però ha Willie Le Roux vicino, ma così vicino che gli soffia l’ovale e ridendo sorpassa in mezzo ai pali, 12-14 al 24’. Qui comincia la partita incubatica per i tuttineri, perché i Bokke si caricano come dinamo e poco dopo Malcolm Marx conclude di forza in meta una maul e allunga 12-21 al 32’. Gli risponde Rieko Ioane con un guizzo dei suoi al 38’ dopo una lunga opera di demolizione dei suoi compagni (17-21, altro errore di Beauden, -4) Sulla sirena un’ingenuità costa poi ai padroni di casa altri 3 punti facili per Handre Pollard che chiude la prima frazione con un inatteso 17-24.
Alla ripresa, mentre sto già pensando “vediamo adesso come la ribaltano” è il neo-entrato Cheslin Kolbe a ribaltare il campo sfruttando un’altra minchiata (sempre tecnicismi…) di Anton Lienert-Brown che gli passa letteralmente la palla (gli intercetti sono fatti diversamente da così) e fa 17-31 al 42’. Su in gabbiotto da Steve Hansen adesso suonano tutti gli allarmi e si accendono tutte le lucette perché la faccenda si fa spessa, I neri in campo provano a reagire col migliore di giornata, cioè Rieko Ioane, che si lancia in bandiera e permette a Barrett di mettere incredibilmente l’unica trasformazione difficile di oggi (24-31 al 52’). Ma alla velocità di Ioane risponde Aphiwe Dyantyi che ben lanciato da Whiteley danza un foxtrot velocissimo al largo e riallunga 24-36 al 57’. Gli AB’s finalmente si spaventano sul serio e capiscono che bisogna metterla sul semplice: via il frou-frou e dentro la sostanza con una bella maul ben chiusa da Cody Taylor al 60’ (29-36, Barrett da posizione facile sul palo, -6). Per i Bokke si mette male adesso: hanno speso tantissimo e quegli altri ora li stanno pestando come fabbri e a loro non resta altra possibilità che quella di giocare ai limite, ma più spesso oltre il regolamento. Al termine di un diluvio di falli arriva il giallo obbligato di un fin lì comprensivo Nigel Owens a Willie Le Roux al 66’, ma i neri non riescono ad approfittarne prima di 8’ pieni di errori con Ardie Savea che conclude un’altra maul: sarebbe il pari, data la facilità della posizione, ma Barrett chiude il suo incubo con un altro palo: 34-36, Allblacks +34, Barret -8 = Sprinboks che vincono di 2.
Il Champiuonship è ancora vivo, almeno fino a quando non trapianteranno a Beauden il piede magico di Carter.
I Tabellini:
15/09/2018 – The Rugby Championship – Quarta giornata
Wellington – Westpac Stadium – Nuova Zelanda-Sudafrica 34-36
Nuova Zelanda: 15 Jordie Barrett, 14 Ben Smith, 13 Anton Lienert-Brown, 12 Ryan Crotty, 11 Rieko Ioane, 10 Beauden Barrett, 9 Aaron Smith, 8 Kieran Read (c), 7 Sam Cane, 6 Liam Squire, 5 Scott Barrett, 4 Samuel Whitelock, 3 Owen Franks, 2 Codie Taylor, 1 Karl Tu’inukuafe
A disposizione: 16 Liam Coltman, 17 Tim Perry, 18 Ofa Tuungafasi, 19 Patrick Tuipulotu, 20 Ardie Savea, 21 TJ Perenara, 22 Jack Goodhue, 23 Damian McKenzie
Marcatori Nuova Zelanda
Mete: J. Barrett (5), A. Smith (16), Ioane (38, 53), Taylor (60), Savea (75)
Conversioni: Barrett (16, 53)
Sudafrica: 15 Willie le Roux, 14 Jesse Kriel, 13 Lukhanyo Am, 12 Damian de Allende, 11 Aphiwe Dyantyi, 10 Handré Pollard, 9 Faf de Klerk, 8 Warren Whiteley, 7 Pieter-Steph du Toit, 6 Siya Kolisi (c), 5 Franco Mostert, 4 Eben Etzebeth, 3 Frans Malherbe, 2 Malcolm Marx, 1 Steven Kitshoff
A disposizione: 16 Bongi Mbonambi, 17 Beast Mtawarira, 18 Wilco Louw, 19 RG Snyman, 20 Francois Louw, 21 Ross Cronjé, 22 Elton Jantjies, 23 Cheslin Kolbe
Marcatori Sudafrica
Mete: Dyantyi (20, 57), Le Roux (25), Marx (32), Kolbe (42)
Conversioni: Pollard (20, 25, 32, 42)
Punizioni: Pollard (40+1)