Nazionali

Conosciamo i nostri avversari: la France

Written by Rugby.it

Il rugby francese e l’equipe de France

Sono i nostri avversari di sempre, addirittura la prima partita di rugby disputata in Italia è stata contro una formazione transalpina; sono i nostri “cuginastri”, ma quanto sappiamo del loro rugby? Hanno vinto 25 titoli fra 5 e 6 Nazioni, di cui 9 col grande slam, hanno disputato 3 finali di Coppa del Mondo, ma da dove sono partiti?
Gli albori
Il rugby arriva in Francia nel 1872, portato da alcuni imprenditore d’Oltremanica, che lo avevano praticato nelle università di Oxford e Cambridge. A Le Havre viene fondato il primo club francese in quell’anno, ma occorrerà attendere oltre 20 anni per vedere una selezione nazionale debuttare in campo internazionale. Saranno un gruppo di rugbysti parigini del Racing Club e dello Stade Francais (che nella foto vediamo impegnati in un derby di fine ‘800) a sfidare, nel 1893, alcune selezioni inglesi in un tour sul loro terreno, riportando due sconfitte, ma suscitando una buona impressione. Una formazione francese fu presente anche ai giochi olimpici di Parigi che video, nel 1900, anche una competizione di rugby. Bisognerà aspettare, però, il 1906 per veder nascere una vera equipe de France che, il giorno di capodanno, scese in campo al “Parc des Princes” per sfidare un avversario di livello assoluto, vale a dire la Nuova Zelanda impegnata nel mitico tour degli “Originals”. Un vero battesimo del fuoco che si concluso con vittoria degli oceanici per 38-8, 10 mete a 2. Nel marzo successivo lo stadio parigino ospitò anche il primo test match ufficiale contro l’Inghilterra, nel quale i francesi utilizzarono per la prima volta la tenuta con maglia blu, calzoncini bianchi e calzettoni rossi tuttora utilizzata. Vinsero gli inglesi 35-8, ma la buona impressione suscitata procurò ai neonati galletti un invito a incontri annuali sia da parte inglese che gallese e irlandese.
L’ingresso nel “salotto buono”
E’ nel 1910 che l’equipe de France viene ammessa nel Home Nations Championship, che assume la denominazione di torneo delle 5 Nazioni. La Francia esordì a Cardiff contro il Galles e venne sonoramente battuta 49-14; fu la prima di quattro pesanti sconfitte che valsero ai francesi il whitewash. Ma già l’anno successivo l’umiliazione dello 0 fu evitata grazie ad una vittoria per 16-15 sulla Scozia allo stadio Colombes. Negli anni successivi, però, il whitewash fu la regola costante per i volenterosi francesi fino allo scoppio della prima guerra mondiale, che pose fine all’attività internazionale.
Il primo dopoguerra
Bisogna aspettare il 1920 per rivedere la Francia impegnata nel 5 Nazioni, che si conclude con un quarto posto. Il decennio, però, fu caratterizzato da una notevole debolezza dell’equipe, che subisce ben 4 whitewash. Le vittorie sono pochissime, ma di spessore, come la prima assoluta contro i maestri inglesi nel corso del torneo del 1928. Ma ben peggiori sono le nubi che attendono la nazionale transalpina all’alba del decennio successivo. Nel 1931, infatti, a causa di questioni legate a rimborsi concessi ai giocatori, le 4 britanniche decretano l’esclusione della Francia dal torneo con l’accusa di professionismo. Del resto, già all’interno del paese, si era l’anno prima verificata una scissione da parte di alcuni gruppi sportivi che rivolgevano ad altri la stessa accusa. Anche in seguito a queste vicissitudini la Francia, insieme ad Italia e Germania, fondò nel 1934 la FIRA, Federation Internationale de Rugby Amateurs. La Francia prenderà parte al torneo da essa organizzato, detto coppa FIRA fino al 1997, vincendo 25 delle 30 edizioni e perdendo 4 volte contro la Romania e una volta, l’ultima contro l’Italia nel 1997. Nel 1939, però, la Francia fu riammessa nel torneo delle 5 Nazioni che, però, dovette fermarsi durante la seconda guerra mondiale.
Il secondo dopoguerra

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L’attività riprese nella Francia liberata a guerra ancora in corso: il 1 gennaio del 1945 la rinata equipe de France sconfisse una rappresentativa dell’esercito britannico per 21-9 e fu, poi, ad aprile invitata oltremanica per un match contro i Lions britannici, perso 27-6. Un anno più tardi, al capodanno del 1946, la nazionale scese nuovamente in campo nel 5 Nazioni battendo la Scozia 8-3 allo stadio Colombes. In questi anni il giocatore più rappresentativo è il flanker Jean Prat (foto sopra), basco di Lourdes, che per un decennio sarà il leader della formazione portandola ai primi significativi e non episodici successi. Nel 1948 in gennaio arrivò una storica vittoria contro l’Australia, battuta 13-6 sempre a Colombes, e solo poco dopo, nel 5 Nazioni, un’altrettanto storica vittoria a Cardiff contro il Galles per 11-3. Nel 1951 cadde un altro tabù: i francesi violarono il terreno di Twickenham vincendo 11-3: a quel punto si completò la serie di “prime” vittorie esterne contro le Home Nations. La Francia era pronta per spiccare il volo e, forse anche per questo, nel 1952 venne nuovamente investita da accuse di professionismo, rischiando una nuova esclusione che, però, non si verificò grazie ad un compromesso che comportò la rinuncia a schierare alcuni giocatori ritenuti colpevoli. Nel 1954, così, i bleus ottennero la loro prima storica vittoria del torneo delle 5 Nazioni a pari punti con Inghilterra e Galles e, nello stesso anno, riuscirono persino a battere 3-0 gli All Blacks grazie ad una meta di Prat. Nel 1958 si completò il curriculum di vittorie contro le grandi battendo anche il Sudafrica a Johannesburg per 9-5: la Francia era ormai di diritto una grande del rugby mondiale.
I trionfali anni ‘60

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Gli anni ’60 furono pieni di grandi soddisfazioni per i francesi, che ereditavano il grande lavoro della generazione precedente: dal 1959 al 1970 arrivarono ben 7 successi nel 5 Nazioni, fra cui il primo grande slam nel 1968, grazie ad una generazione di grandissimi campioni come i fratelli Canberabero, Durthe e Yachvili e all’apertura-estremo Pierre Villepreux (foto sopra), destinato anche ad una grande carriera come tecnico e capace, durante un tour in Nuova Zelanda, di mettere a segno un piazzato da 60 metri che, con i palloni di allora e senza tee rimane un’impresa ai limiti della fantascienza. In coppa FIRA, in quegli anni, divenne tradizionale la sfida di finale con l’Italia (sempre vinta) e giocata tradizionalmente a Pasqua dopo la conclusione del 5 Nazioni. Ma nel 1967 i francesi, stante la loro assoluta superiorità decisero che avrebbero sempre schierato contro di noi una seconda squadra rispetto a quella del 5 Nazioni. Fino al 1997. Forse anche per questo nel 1969 la Francia fu sconfitta dalla Romania, perdendo per la prima volta la competizione.
Gli anni ’70 e la lotta con i Dragoni gallesi

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Fu il Galles dei fenomeni, squadra di bellezza ed efficacia ineguagliabile, la grande rivale dei transalpini negli anni ’70. Nel 1972 arrivò una significativa e pesante vittoria contro l’Inghilterra, battuta 37-12 grazie ad una prestazione straordinaria di Villepreux, autore di 13 punti ed ispiratore geniale della manovra offensiva. A metà del decennio in squadra arrivò un altro sublime e straordinario giocatore, il carismatico e indomabile flanker Jean Pierre Rives (nella foto), detto l’angelo biondo per la folta chioma e il cui carattere è ben descritto dalla frase: “ha il coraggio di mettere la testa dove altri non metterebbero nemmeno i piedi”. Leader e capitano della squadra era, però, Jacques Fouroux, mediano di mischia detto le petit caporal per via della sua statura (163 cm) che guidò i bleus alla vittoria con grande slam nel 1977.
Gli anni ‘80
Le petit caporal passò dal campo alla panchina e, immediatamente, condusse i suoi ex compagni al successo nel 5 Nazioni del 1981 con grande slam. Gli anni di Fouroux furono fra i più fecondi nella storia del rugby transalpino, anche grazie all’emergere di straordinari campioni come l’estremo Serge Blanco, cone Laporte, Dintrans e il nuovo mediano di mischia Pierre Berbizier. Giunsero altre vittorie nel 1983, 1986 e 1987 con grande slam , ottimi biglietti da visita per la squadra che si presentò alla prima Coppa del Mondo del 1987. In semifinale dovettero affrontare l’Australia e la sconfissero per 30-24 con meta decisiva di Blanco, ma dovettero arrendersi in finale ai formidabili All Blacks di John Kirwan, che si imposero per 29-9.
Gli anni ’90 sempre contro l’Inghilterra

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Furono i bianchi d’Inghilterra i grandi rivali dell’equipe de France negli anni ’90: tra il ’91 e il 2000 le due nazionali si spartirono ben 8 tornei del 5 Nazioni, lasciando uno al Galles nel ’94 e uno alla Scozia nel ’99. Tre furono le vittorie bleu, nel ’93, ’97 e ’98. In Coppa del Mondo la Francia diretta da Dubroca fu eliminata dall’Inghilterra ai quarti nel 1991, mentre nel 1995, guidata in panchina da Berbizier, si arrese in semifinale ai futuri campioni Springboks. Dopo la coppa del ’95 Berbizier lasciò la panchina a Skrela, che guidò la Francia allo slam nel 5N del 1997, ma anche alla sconfitta in finale di coppa FIRA contro l’Italia nel 1997. Ciononostante il ’98 vide un altro grande slam, con successiva caduta agli inferi l’anno successivo, che consegnò alla Francia il cucchiaio di legno. Sembrava una pessima premessa per la Coppa del Mondo del 1999 in Galles, ma i bleus riuscirono a raggiungere la finale eliminando in semifinale addirittura gli All Blacks, vincendo in rimonta per 43-31, grazie anche alla prestazione monstre di Christophe Lamaison (foto sopra) , che realizzò ben 26 punti. In finale, però, dovettero arrendersi 35-12 all’Australia.
Dal 2000 ai giorni nostri
Il 2000 si apre con una grande novità: il 5 Nazioni non esiste più, perché l’ingresso dell’Italia ne cambia la struttura. Nel 2001 arrivò un penultimo posto, ma poi i transalpini si ripresero, vincendo ben 4 edizioni del torneo, di cui due con grande slam (’02-’04-’06-’07). Tecnico di quest’epoca è Bernard Laporte, che guida la squadra per ben 8 anni fino alla Coppa del Mondo “casalinga” del 2007. Frattanto nel 2003 si era disputata la Coppa del Mondo in Australia, nella quale, ancora una volta, i francesi incontrarono in semifinale i futuri campioni dell’Inghilterra che li batterono relegandoli alla finale per il 3° posto, persa contro gli All Blacks. Ancora più deludente l’edizione francese del 2007, in cui, nonostante la grande impresa di eliminare i favoritissimi All Blacks ai quarti in una “celebre” partita a Cardiff, i bleus furono eliminati in semifinale dagli inglesi, per poi perdere la finalina contro gli argentini guidati in campo.da Augustin Pichot. A seguito di quella sconfitta a Laporte subentrò Marc Lievremont, seguito da Saint Andrè ed ora da Guy Noves, negli ultimi anni che tutti ricordiamo soprattutto per la finale persa in Coppa del Mondo con gli All Blacks nel 2011 e per la umiliante eliminazione per 62-3 nella recente RWC sempre ad opera dei neozelandesi.

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