Nazionali

Francia, sotto il bonus niente

Scritto da jpr

L’Italia di Crowley tiene al guinzaglio la Francia. Una sconfitta, non una colata di asfalto: 37-10

Guardateli i francesi nella foto in cui mostrano il Trofeo Garibaldi al quale hanno fatto l’abbonamento: vi sembrano soddisfatti? Chi conosce i francesi sa leggere quell’espressione lì, a metà fra lo schifato e l’incazzoso. Non sembra certo la faccia di qualcuno che ha appena vinto una partita del 6N facendo il punto di bonus. Hanno ragione a fare quella faccia lì? Ma certo che hanno ragione! Nello sport i risultati si guardano sempre alla luce delle aspettative e alzi la mano chi si sarebbe aspettato di vedere una partita così. Quindi, per converso, noi italiani dovremmo stappare lo champagne, anzi, un ottimo autarchico spumante? Certo che no, e nemmeno festeggiare, ma, via, un mezzo sorriso a metà strada fra la pacata soddisfazione e la scampata tranvata direi che ce lo possiamo proprio concedere. La verità è che gli azzurri sono riusciti a stare in piedi fino all’ultimo, alleando la propria concentrazione al fortunale che si è abbattuto nel pomeriggio spazzando il rettangolo dello Stade de France: un’alleanza che ha accoppato nella culla il ritmo indiavolato con il quale i francesi avrebbero potuto farci a fettine sottili sottili. Merito del clima? Merito nostro? Demerito loro? Un pò tutte e tre le cose. Perchè se la partita è stata come è stata la spiegazione è facilissima da trovare: si è giocato ad un ritmo per noi “tenibile” e assai diverso da quello che siamo abituati a veder tenere alla squadra di Galthiè. Quello con cui ieri abbiamo visto l’Eire fare a fettine sottili il Galles, insomma. 

La partita, dicevamo, inizia sotto una specie di fortunale con le cateratte del cielo a stravaccare sullo Stade de France tutta l’acqua che in pianura padana aspettiamo da mesi. Con quella pioggia e quelle sferzate di vento il gioco arioso e flamboyant dei franzosi si rivela immediatamente difficile da mettere in pratica e gli azzurri sono bravissimi ad utilizzare le condizioni ambientali per versare sabbia nei meccanismi dei padroni di casa, sabbia che, impastata dalla pioggia, diventa fanghiglia. Così del proverbiale ritmo dei bleus non si vede traccia, si gioca a ritmo slow e questo per noi va benissimo. La prima marcatura dalla piazzola arriva per loro al 5’ grazie al sinistro musicale di Melvyn Jaminet a punire un fuorigioco, ma da lì in poi la partita si intorcina attorno ai loro vorrei ma non posso e alla nostra capacità di tenere a ritmi bassi. E siamo bravi anche a sfruttare l’unica occasione in attacco che ci arriva, quando nei loro 22 Paolino Garbisi gioca un vantaggio con uno stupendo cross-kick sulla bandierina opposta (sarà probabilmente l’unica sua buona giocata in una partita di pasticci conditi da spocchia, anzi spocchià, visto che ora gioca in Francia) dove l’esordiente Tommaso Menoncello raccoglie e deposita nell’ultimo millimetro di campo; da posizione difficilissima Garbisi converte e siamo avanti 3-7.

 

La Francia ci capisce poco, sbaglia molto, ma l’errore più grave lo commette il gallese Varney che ricevendo da una touche fa un passaggio sciagurato che diventa un assist per Anthony Jelonch che va in meta senza difficoltà al 26’ per il sorpasso 8-7. Ma gli azzurri sono bravi a non deprimersi, tornano in attacco e Paolino Garbisi può capitalizzare un fuorigioco dei coqs piazzando fra i pali il nuovo vantaggio azzurro al 29’ quando andiamo sull’8-10. I francesi capiscono che non è giornata per gli svolazzi e cominciano a giocare di fisico. Un fuorigioco nostro consente a Jaminet di sorpassare nuovamente al 34’ (11-10) e andrebbe davvero bene chiudere così. Ma a tempo scaduto loro decidono che è il momento di osare, evitano di piazzare 3 punti facili e vanno in touche. La portano giù e fanno la prima azione da Francia del match: palla che vola in largo per tutto il campo sulla direttrice Ntamack-Jaminet fino al lontanissimo Gabin Villiere che vola in meta e si va negli spogliatoi sul un 18-10 che ci lascia l’amaro in bocca anche se l’avremmo firmato prima del match.

Nell’intervallo il cuore è leggero e pesante allo stesso tempo: è vero, il sottoscritto temeva di concedere il bonus nei primi 20′ e questo punteggio sembra un miracolo, ma per quanto possa sembrare assurdo poteva anche andare meglio.

La ripresa parte come un incubo, l’incubo che pensavamo di vivere fin dall’inizio, con Danty che si beve tutta la difesa e arriva facilmente in meta…anzi no, perchè arriva corto.  Al 48′, però, i bleus oggi in bianco fanno tutto davvero bene: splendida controruck su Garbisi, palla recuperata con Dupont che crea dal nulla un’occasione per Aldritt il quale rifinisce per l’ispiratissimo Gabin Villiere che con una serie di finte ubriaca i nostri e segna la meta più bella della giornata portando il punteggio sul 25-10. Potrebbe essere l’inizio del diluvio di mete, oltre che di pioggia e invece no perchè la Francia inizia la sua personale partita a ciapanò: da qui in avanti non si conteranno le situazioni in cui i nostri avversari faranno tutto alla perfezione salvo poi mandare tutto a…vattelapesca all’ultimo, o per un errore scemo, il più delle volte, o anche per la nostra capacità di non andare in confusione e mettere pressione. In tanta confusione solo qualche lampo come lo splendido tandem che al 68′ Dupont inscena sull’out destro con Damien Penaud che vola in meta e agguanta il bonus sul 30-10. La partita ormai ha poco da dire e anche gli azzurri si affacciano nei 22 avversari, ma senza mai dare la reale sensazione di poter marcare. Sarebbe giusto finisse qui e sa un pò di troppo e di posticcio la meta finale ancora di Gabin Villiere in un’azione interminabile ed orribile della Francia che sbaglia almeno tre occasioni per entrare facilmente in end-zone prima che il suo miglior finisseur faccia vedere agli altri come si fa. Finisce 37-10 ed i punteggio ci punisce oltre i meriti della Francia.

Come si diceva in avvio la partita è stata molto diversa da come ce la saremmo aspettata. E considerando quali erano le attese direi che è andata di lusso. L’Italia ha difeso bene, ha fatto bene nelle fasi statiche risultando solo di poco inferiore agli avversari, mentre in fase offensiva si è visto molto poco. Ma questa non è una sorpresa. Sul piano individuale hanno retto bene gli uomini di prima linea, specie Fischetti davanti al montuoso Atonio e, nei pochi minuti a disposizione, ha ben impressionato Pettinelli. Nel reparto arretrato ottimo lavoro, specie difensivo, di un onnipresente Zanon e di un sempre attento Edo Padovani, forse il migliore degli azzurri. Da dimenticare la mediana, con un Garbisi pretenzioso e mai decisivo ed un Varney pasticcione, lento e tatticamente poco efficace. Fra i francesi, oltre all’ovvio Villiere, un’ottima prova del solito Aldritt e di Jelonch, mentre alquanto ordinario è apparso Ntamack. Molto sottotono, tranne un paio di giocate, il grande Dupont, ma rientrava dal covid e chissà quanto e come si sarà allenato.

Molto attento l’arbitro, lo scozzese Mike Adamson, che ha anche graziato l’Italia in occasione di una evidente ostruzione di Marin su Penaud lanciato a meta che avrebbe potuto essere punita, ma ci è andata bene e diciamo thanks Mike!

Domenica prossima all’Olimpico arriverà l’Armata delle Tenebre inglese incacchiata come non mai: credo sarà più dura di oggi.

IL TABELLINO
Parigi– Stade de France
Six Nations 2022 – Prima Giornata 
Domenica 6 Febbraio 2022

 FRANCIA v ITALIA 37-10 (18-10)

Francia: Jaminet (75’ Ramos); Penaud, Fickou, Danty (57’ Moefana), Vilière; R. Ntamack, Dupont (69’ Lucu); Alldritt (70’ Cros), Cretin, Jelonch; Willemse (56’ Taofifenua), Woki; Atonio (50’ Bamba), Marchand (57’ Mauvaka), Baille (50’ Gros). 

A disposizione: Mauvaka, Gros, Bamba, Taofifenua, Cros, Lucu, Moefana, Ramos

Head Coach: Fabien Galthié

 Italia: Padovani; Menoncello (57’ Marin), Brex, Zanon, Ioane; P. Garbisi, Varney (66’ Braley); Halafihi (55’ Pettinelli), Lamaro (c), Negri (70’ Zuliani); Ruzza (66’ Cannone), Cannone (60’ Fuser); Pasquali (50’ Nemer), Lucchesi (50’ Faiva); Fischetti (50’ Zilocchi)

A disposizione: Faiva, Nemer, Zilocchi, Fuser, Pettinelli, Zuliani, Braley, Marin

Head Coach: Kieran Crowley

Arbitro: Mike Adamson (SRU)

MarcatoriPT  4’ cp Jaminet (3-0); 17’ m. Menoncello, t. Garbisi (3-7); 26’ m. Jelonch, nt (8-7); 29’ cp Garbisi (8-10); 35’ cp Jaminet (11-10); 40’ m. Vilière, t Jaminet (18-10). ST 48’ m. Vilière, nt (23-10); 68’ m. Penaud, t. Jaminet (30-10); 80’ m. Vilière, t. Ntamack (37-10)
Cartellini: nessuno

Calciatori: Jaminet (FRA) 3/4; Garbisi 2/2; Ntamack 1/1

Note: Pomeriggio di pioggia sullo Stade de France, terreno in buone condizioni, oltre 60.000 spettatori. Con la marcatura del 17’, il diciannovenne Tommaso Menoncello diventa il giocatore più giovane nella storia del Sei Nazioni ad aver segnato una meta.

Player of the Match: Vilière (FRA)

 

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