Nazionali

Possibili scenari femminili: Coppa del Mondo a 16 squadre e World League annuale

Scritto da Rugby.it

Altre interessanti novità sul futuro del panorama internazionale femminile sono emerse dalla chiacchierata web del giornalista italiano Patella con il coach della Spagna femminile José Antonio Barrio detto “l’Incudine” (‘Yunque’), chiacchierata che ci ha tradotto un gentile tifoso spagnolo.

Secondo Yunque, World Rugby ha intenzione di allargare la Coppa del Mondo femminile a 16 partecipanti dopo l’edizione 2021 (ora vi prendono parte solo dodici squadre); il plateau di nazioni che possiedono un significativo movimento femminile a XV è però al momento così ridotto, anche per via della concorrenza del 7s che può contare sul traino delle Olimpiadi, che dovrà essere la stessa World Rugby, finora secondo Yunque troppo pigra a riguardo, a incaricarsi dello sviluppo del XV nelle nazioni che paiono più propizie, per formare nuove partecipanti alla fase finale della Coppa.

In Oceania è stato già creato un terzo posto diretto per la Coppa del Mondo, conquistato dalle Fiji per l’edizione del prossimo anno. In Sud America il movimento a XV è quasi ancora in embrione e WR punta a coinvolgere l’Argentina, che finora incredibilmente non ha mai disputato un test match femminile. In Africa l’obiettivo è ridare vigore alla nazionale sudafricana e trovare qualche altra valida candidata. In Asia si punta a formare una solida alternativa al Giappone. E in tutto questo a rimetterci è stata finora l’Europa, che nonostante presenti il movimento più sviluppato ha al momento, per ragioni appunto di equa rappresentanza di tutti i continenti, meno posti a disposizione in Coppa di quelli che meriterebbe, tanto che almeno due tra Irlanda, Italia, Scozia e Spagna saranno costrette a vedere da casa la World Cup 2021.

Sempre secondo Yunque, dopo la Coppa Mondo del prossimo anno potrebbe nascere un calendario annuale l’ossatura del quale sarà rappresentata da una Nations League a XV (un po’ come la Nations League del calcio, avete presente?) e dalla ormai rodata World Series 7s, cosicchè le giocatrici saranno quasi giocoforza costrette a scegliere tra XV e 7s.

“In ogni caso -chiosa un po’ fatalisticamente e un po’ polemicamente il coach iberico- a decidere tutto sono sempre le Home Unions, che non vogliono aprire il Sei Nazioni alla Spagna e ad altre nazioni e non vogliono perdere il controllo del rugby mondiale”

Altre novità sul calendario internazionale femminile sono emerse da un articolo neozelandese: lo spareggio di qualificazione mondiale tra Samoa e Tonga potrebbe essere giocato prima della fine dell’anno in Nuova Zelanda, e la stessa terra dei kiwi potrebbe ospitare nella prima parte del 2021 anche il quadrangolare di ripescaggio, al quale potrebbe partecipare (in caso di 2° posto nelle qualificazioni europee) pure l’Italia.
La Nuova Zelanda, ricordiamo, è la nazione che tra settembre e ottobre 2021 accoglierà la Coppa del Mondo. L’edizione 2025, che come abbiamo detto potrebbe essere allargata a sedici squadre, deve invece ancora essere assegnata.

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