Nazionali

Il ritorno dell’onorevole sconfitta: Italia-Scozia 27-29

Scritto da Rugby.it

L’Italia scappa, ma la Scozia la riprende e le fa tanto…maul

Un caro amico, all’indomani della triste partita del Millennium Stadium, rimpiangeva le care vecchie onorevoli sconfitte, da preferire, in ogni caso, a quelle derivanti da partite nelle quali a malapena eravamo stati presenti in campo. Oggi all’Olimpico, in questa giornata conclusiva del 6 Nazioni 2018, abbiamo potuto assistere al grande ritorno di questa vecchia amica, l’onorevole sconfitta. Siamo contenti? Siamo arrabbiati? Non saprei e preferisco affidarmi alla trita e ritrita metafora del bicchiere: mezzo pieno o mezzo vuoto? Boh, ma una cosa è certa: il liquido versato dentro non mi è sembrato male; non un Brunello di Montalcino, ma, almeno, un buon Teroldego si. Perché in questa Italia tante cose mi sono sembrate buone: abbiamo attaccato con efficacia, abbiamo mostrato un’ottima tenuta atletica (niente sbracamenti nell’ultimo quarto di partita); si è anche, stavolta, difeso bene tutto. Anzi tutto tranne una cosa, ma a questo ci arriviamo fra un po’.
Raccontiamola, intanto, questa sfida che ci ha strozzato l’urlo di gioia in gola e che era partita con una Scozia che attaccava palla in mano. L’Italia in difesa però c’è e ci conquistiamo il diritto di giocare una mischia a metà campo da cui usciamo vincitori e giochiamo un vantaggio con buona attitudine. Nonostante un missile suicida di Parisse riusciamo a tenere palla e costringiamo i blu ad un offside che Tommasino Allan punisce dalla piazzola al 6’ (3-0). La Scozia reagisce subito e ci attacca fin dentro i nostri 22; noi reagiamo in maniera indisciplinata, ma nonostante 3 nostri falli Laidlaw è molto bravo a giocare il vantaggio con un doppio salto di uomo che lancia in meta il tallonatore Fraser Brown al 10’ (3-5, trasformazione mancata). Gli azzurri non si fanno impressionare e sembrano decisamente volitivi: attaccano in linea con bella velocità e bei passaggi finchè, al 14’, la palla arriva ad Allan che, pur giocando un 2vs4, con una finta verso l’esterno disorienta l’avversario (invero poco attento) e taglia una linea interna che lo porta sotto i pali (10-5). Ma non finisce qui, perché sulle ali dell’entusiasmo gli azzurri continuano a spingere ed un Allan in giornata di grazia con uno splendido grubberino dietro la linea lancia il furetto Minozzi che brucia gli avversari e marca; la trasformazione del 10 trevigiano arriva al 21’ e ci porta oltre break sul 17-5. Mi stropiccio gli occhi e mi chiedo se quelli vestiti di bianco che stanno mettendo sotto i vincitori dell’Inghilterra siamo davvero noi, ma gli scozzesi capiscono che è più dura di quanto si aspettavano e tirano fuori un’arma cui non sapremo opporci per tutto il resto del match, quella cui mi riferivo più sopra quando parlavo dell’unica cosa che non siamo riusciti a difendere con efficacia: la rolling-maul. Gli scozzesi la fanno davvero bene e anche quando riusciamo a bloccarla in un punto loro sanno farla risorgere come un’ araba fenice un po’ più in là. Proprio questo succede al 25’ quando da una loro touche i nostri avversari la incardinano: sembra che riusciamo a fermarla, ma riparte una, due volte finchè ne esce Barclay e porta l’ovale al capolinea nella nostra end-zone; 17-12. Sull’abbrivio la Scozia fa la voce grossa e si installa nella nostra metà campo, ma riusciamo a tenere botta e fermiamo con una splendida cacciata a terra della coppia young&old Polledri-Zanni una di quelle azioni che avrebbero potuto spaccare la partita.
Così il primo tempo finisce con noi avanti e mi viene da pensare che, se mai riusciremo a portarla a casa, il momento in cui l’avremo vinta sarà stata proprio quella bella azione difensiva in un momento così difficile. Non andrà così, purtroppo.
Il rientro in campo sembra fatto apposta per alimentare le più dolci illusioni: loro partono sparati, ma noi li rimbarziamo, come si dice a Roma, gli rubiamo palla e contrattacchiamo con Seb Negri che sbraga la linea avversaria e va in meta di prepotenza: la bellissima azione, purtroppo, viene vanificata da un precedente errore di Parisse che aveva sparato un altro missile scriteriato addosso all’incolpevole Bisegni costringendolo ad un knock-on rilevato dal TMO. Ma mentre sono ancora sconsolato per l’errore l’altro ragazzo terribile della terza linea, Jake Polledri, sfonda di classe e potenza la linea come fatto dal suo compagno in precedenza e lancia Tommy Allan nel vuoto della retrovia verso la seconda marcatura personale: 24 -12 al 45’! Adesso viene il difficile, però, perché si avvicina il momento della verità e gli scozzesi non ci stanno proprio. Attaccano e noi reggiamo, teniamo botta, finchè da una loro touche fanno partire un’altra maul che mangia metri e uomini alla nostra difesa e poi Laidlaw serve Maitland che accorcia le distanze al 60’ (24-19). E’ durissima, difendiamo con tutto quello che abbiamo e da un momento all’altro sembra che debba arrivare il crollo. Il possesso, soprattutto, adesso è totalmente loro e al 74’ cadiamo ancora davanti ad una maul scozzese. Il carrettino blu ancora una volta ci ricaccia davanti alla nostra linea fatale dopo un inarrestabile avanzamento e, dopo una serie di pick&go che ci assorbono, la palla esce veloce per il fuoriclasse Stuart Hogg che scherza uno stanco Negri e marca consegnando a Laidlaw la palla del sorpasso: 24-26. I cambi di O’Sé disegnano un nuovo assetto e Canna entra come 10 retrocedendo Allan a 12 in uno schema di doppia apertura; gli azzurri non demordono e attaccano costringendo i blu ad un fallo grazie a quale Allan è molto bravo a risorpassare al 76’sul 27-26. Ma la maul scozzese decide che non vuole perdere e ci attacca di nuovo: non la sappiamo difendere oggi e facciamo ancora il fatale fallo che Laidlaw da posizione difficile trasforma nell’esiziale 27-29 finale.
Una onorevole sconfitta, dicevamo, e stavolta la definizione non deve suonare come canzonatoria perché l’Italia vista ieri, in realtà, ha ben giocato e meritato come dicevo in apertura. Alla fine la differenza è stata fatta dalla maul scozzese, entrata di prepotenza in quasi tutte le marcature avversarie. Ma per il resto, stavolta, abbiamo attaccato bene, ma anche difeso con efficacia. Tranne la maul… Sul piano delle individualità oggi quasi tutti i ragazzi meritano elogi: bravi i primi 5, superlativi Negri e Polledri, ma anche la mediana (Allan giustamente MoM, ma anche Violi ha giocato bene) ha ben lavorato. Dietro bravissimo Castello e poi il solito ormai imprescindibile Minozzi, il metaman che cercavamo. Non è andata ed è un peccato, ma godiamoci, almeno, la bravura e l’entusiasmo dei giovani che in questo 6N sono stati la nota migliore.

I Tabellini:

Roma, Stadio Olimpico – sabato 17 marzo 2018
NatWest 6 Nazioni, V giornata
Italia v Scozia 27-29 (17-12)
Marcatori: p.t. 6’ cp Allan (3-0),10’ m. Brown (3-5), 14’ m. Allan tr Allan (10-5), 21’ m. Minozzi tr Allan (17-5), 26’ m. Barclay tr Laidlaw (17-12) s.t. 45’ m. Allan tr Allan (24-12), 61’ m. Maitland tr Laidlaw (24-19), 71’ m. Hogg tr Laidlaw (24-26), 76’ cp Allan (27-26), 79’ cp Laidlaw (27-29)
Italia: Minozzi; Benvenuti (59’ Hayward), Bisegni, Castello (74’ Canna); Bellini; Allan, Violi (67’ Palazzani); Parisse (cap); Polledri (67’ Licata), Negri; Budd, Zanni (53’ Steyn); Ferrari (60’ Pasquali), Ghiraldini (77’ Fabiani), Lovotti (59’ Quaglio)
all. O’Shea
Scozia: Hogg; Seymour, Jones (53’ Horne), Grigg; Maitland; Rusell (55’ Price), Laidlaw; Wilson (67’ Denton); Watson, Barclay (cap); Gray J., Swinson (53’ Gray R.); Nel (40’ Fagerson), Brown (40’ Bhatti) , Reid (40’ Mcinnally)
all. Townsend
arb. Pascal Gauzere (Francia)
g.d.l. Jerome Garces (Francia), Andrea Brace (Irlanda)
TMO: Marius Jonker (Sudafrica)
Calciatori: Allan (Italia) 5/5, Laidlaw 4/5
Note: Giornata nuvolosa a Roma. Spettatori presenti 60412
NatWest 6 Nations Man of the Match: Tommaso Allan (Italia)
jpr

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