Vi racconto una storia. Una storia vera. La storia di come Damian McKenzie affrontò Nemani Nadolo.
Damian McKenzie è un baldo giovine, nato in Nuova Zelanda, biondo come una pannocchia e pallido come uno stracchino. Come tutti i fortunati nascituri di quella terra, il nostro Damian pratica fin da piccolo lo Sport: il Rugby. Essendo piuttosto abile riesce a strappare un posto da professionista nei Waikato Chiefs (che non sono quelli dei detersivi) e a giocare persino titolare in campionato.
Damian di ruolo fa l’estremo, un po’ il figo della situazione, l’uomo tattico a tutto campo, l’ultima barriera in difesa ma anche la potenziale arma risolutiva in attacco.
E dov’è la particolarità, mi direte? Beh, il nostro Damian è 1,75m per 81kg di peso.
Per il rugby moderno è un nano di gommapiuma.
Ma a Damian non interessa.
E lo ha dimostrato.
Come?
Nel migliore dei modi.
Quando?
Quando Nemani Nadolo gli ha proiettato la sua ombra sulla testa, abbassandolo di 4 centimetri.
No, a parte gli scherzi, Nadolo è un colosso figiano, ruolo ala, misurante 196cm per 125kg di peso. Avete letto bene. Segni particolari? Durante il tempo libero si diletta nel togliere i resti di corpi umani dai tacchetti dei suoi scarpini. Uno tranquillo, insomma.
Ma il giorno del giudizio è arrivato.
Nadolo punta la linea di meta e solo Damian può fermarlo, solo Damian può salvare la sua squadra. Fra i cingoli del mezzo agricolo figiano e la linea di meta c’è solo un piumino Swiffer di nome Damian McKenzie.
Come è andata a finire? Secondo voi?
Damian è diventato uno dei miei idoli incontrastati, uno che dimostra che anche noi normodotati abbiamo diritto di cittadinanza su questo pianeta.
Un giorno, quando sarà un All Blacks, anche voi potrete dire di conoscerlo un pochino.
Grazie di esistere, Damian, ti voglio bene.
Questo pezzo è stato scritto il 10 Marzo scorso, ben prima delle recenti convocazioni che hanno visto includere McKenzie. Sarà bello vederti in campo, Damian, anche contro i nostri amati Azzurri.
Hap