Solitamente le catene di notizie di facebook offrono informazioni non essenziali, come le rivelazioni di mandanti extraterrestri in trucidi fatti di sangue o i post di TseTse intitolati “Renzi mafioso! Non ci crederessi mai cosa ha fatto!!!! Clikka qui!!”. Talvolta capita però che tra i tanti post che girano per condivisione ne appaia uno interessante e sorprendente. E’ stato il caso, per me scrivente, di questo messaggio, in arrivo da www.facebook.com/NextSolarStorm/:
“Se mettessimo uno specchio a 10 anni luce dalla Terra e lo guardassimo da qui con un telescopio, in teoria vedremmo indietro nel tempo di 20 anni”.
Il concetto in sé non è facile da comprendere ma neppure difficilissimo; difficile era pensarlo, e qualcuno l’ha fatto. Una sorta di macchina del tempo è possibile, anche se sarebbe solo una macchina del tempo visiva –priva della possibilità di influire sul passato- e rivolta appunto solo al passato e non al futuro. Naturalmente, tutto questo per ora solo a livello teorico; un simile “retrovisore temporale” abbisognerebbe di un mezzo capace di viaggiare a velocità molto superiore a quella della luce e di un telescopio capace di scrutare nel dettaglio ad anni luce di distanza. Se esistesse da qualche parte nello spazio un pianeta-specchio, come i globi delle discoteche, parte del problema sarebbe risolta, ma qui –va bene- si scivola troppo nella facile fantascienza.
Se mai riuscissero ad attivarlo, questa sorta di telescopio temporale ci permetterebbe di svelare tanti appassionanti misteri: chi era Jack lo Squartatore? Chi era la mamma di Leonardo da Vinci? William Webb Ellis diede davvero origine al rugby?
Ecco, questo articolo un po’ sconclusionato è per dire questo: non tutto è perduto per gli appassionati di storia del rugby, esiste ancora la possibilità, per ora infitesimale, di scoprire come andarono davvero le cose in quel 1823, quando, secondo una testimonianza indiretta resa diversi decenni più tardi, lo scolaro Ellis durante una partita di football corse con la palla tra le mani sotto ai pali, infrangendo le regole e creando quelle nuove di un gioco nascente. Probabilmente non lo scopriranno nel corso delle nostre vite ma, chissà, un giorno.
“Tavola apparecchiata”, del fotografo francese Niépce; è forse la più antica fotografia e secondo alcuni risale proprio al 1823