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Esportazioni, inflazione… va bene: ma com’è il rugby nell’Africa francofona?

Scritto da Rugby.it

Breve viaggio curioso nei movimenti rugbistici delle 14 nazioni del franco africano, salito alla ribalta della nostra arena politica

La nuova fonte di polemica della politica italiana, sempre molto brava a trovare nemici da odiare, è il Franco Africano, che non è un signore amico di Piedone l’Africano ma la moneta unica mutuata dalla Francia e diffusa in 14 nazioni francofone del continente d’ebano. Mentre i politici litigano su quanto siano in buona o in cattiva salute questi Paesi, a noi che siamo un po’ monotematici è venuta la curiosità di vedere come laggiù se la cavino non economicamente ma rugbisticamente.

Costa d’Avorio. La Costa d’Avorio è la migliore nazione rugbistica tra quelle dell’area CFA. Quarantaquattresima nel ranking mondiale, si è perfino qualificata alla fase finale di una Coppa del Mondo, nel 1995; un’edizione, però, conclusasi molto tristemente con il gravissimo infortunio occorso proprio a un ivoriano, Max Brito, rimasto tetraplegico dopo uno scontro in mischia. Intervistato nel 2007, Brito rilasciò dichiarazioni di grande sconforto e depressione per la propria condizione; un paio di anni fa invece l’ex giocatore fu ritratto con volto sorridente come ospite a una partita dell’attuale nazionale. Speriamo sia quest’ultimo il suo attuale stato psicologico, ma certo la sua rimane la vita difficile di una persona che non muove gambe e braccia.
In febbraio la Costa d’Avorio disputerà un test match contro la Svizzera sul lago di Ginevra, probabilmente schierando i tanti suoi giocatori che vivono in Francia.

Senegal. Anche il Senegal, 55° nel ranking mondiale, è una buona nazione rugbistica, con un regolare campionato nazionale a XV e un buon pubblico durante i match di coppa d’Africa. Fra i partecipanti al Top12, il campionato senegalese, anche un club dal nome particolare: “S’en Fout le Score”, che possiamo tradurre più o meno “Chi si ne frega del risultato!”

Camerun. Il Camerun, 99° come rank, è invece il paese rugbistico più malgovernato al mondo. Negli ultimi dieci anni è entrato e uscito come un pistone dalle sospensioni comminate da World Rugby e Rugby Afrique, trascorrendo la maggior parte del tempo nel divieto di disputare tornei internazionali. Cause: la corrutela interna e le diatribe tra la federazione storica e i nuovi embrioni di federazione nati in dissidio con essa.

Burkina Faso. Il Burkina, Paese nel quale è recentemente scomparso -probabilmente rapito- l’italiano Luca Tacchetto insieme alla fidanzata, non è membro a pieno titolo di World Rugby (e quindi non fa parte del ranking) ma presenta comunque un buon movimento ovale. Il suo esponente più famoso è l’ex campione Fulgence Ouedraogo, nato in Burkina ma cresciuto in Francia fino a collezionare 39 caps da flanker nella nazionale francese

Niger. Gli “Zebù”, i giocatori della nazionale del Niger, hanno vinto diverse edizioni del cosìdetto “Sei Nazioni del Golfo di Guinea”, il torneo al quale fino a un paio di anni fa hanno partecipato con sorprendente regolarità Ghana, Benin, Togo, Burkina Faso, Niger e Mali. cfaL’attività della nazionale verde-arancio sembra ora aver perso un po’ di efficacia, forse anche a causa della forte povertà del paese (in certe zone lontano dalla capitale si rischia ancora la morte per fame o per sete) e dall’incremento della minaccia del fondamentalismo islamico. Il Niger è la nazione geograficamente più vicina all’Italia ed è anche quella dove sono stanziate alcune centinaia di nostri soldati.

Togo e Benin. Il Togo e il Benin sono due piccoli ma popolosi paesi confinanti, due fettucce di terra affacciate sul golfo di Guinea. Non sono membri di World Rugby ma lo sono di Rugby Afrique, la confederazione continentale. La loro attività internazionale è sempre rimasta confinata a questa zona dell’Africa occidentale, ma grazie al 7s ora riescono a prendere parte anche alle qualificazioni olimpiche.

Gabon. I “Gorilla” del Gabon hanno finora giocato pochi test match, un po’ per via del fatto che il rugby è arrivato nel Paese recentemente e un po’ a causa di una sospensione temporanea da parte di World Rugby. Il Gabon sembra però rugbisticamente promettente, anche per la solida struttura fisica che pare caratterizzare le popolazioni locali.

Congo Brazzaville. Il Congo Brazzaville, confinante con il molto più vasto Congo Kinshasa, ha due particolarità che lo legano all’Italia: il suo nome deriva dall’esploratore friulano ottocentesco Pietro di Brazzà e nella seconda città più importante del paese, Point-Noire, si sviluppò negli anni ’90 e 2000 il progetto di minirugby “Congalie” (Congo+Italie), del trevigiano Paolo Familiari. Nel Congo B. è ora presente un discreto movimento rugbistico che produce anche una nazionale; non sappiamo quanti degli attuali giocatori siano ex bambini di Congalie.

Mali e Ciad. Queste due grandi nazioni, con la estesa parte settentrionale immersa nel deserto del Sahara, hanno attività rugbistica limitata. Le loro nazionali non disputano più di un paio di incontri all’anno e neppure tutti gli anni. Entrambi fanno parte della confederazione africana.

sei nazioni guinea

I piazzamenti delle varie nazioni nel “Sei Nazioni del Golfo di Guinea”, che dal 2012 si disputa alternativamente nelle versioni 7s e XV e che ora è stato inglobato nella Coppa d’Africa

Rep.Centrafricana. Nella Repubblica Centrafricana, paese tormentato anche dalle forte tensioni (per usare un eufemismo) tra cristiani e mussulmani, il rugby sembra limitato alla capitale Bangui, dove è comunque poco diffuso. La federazione locale non fa parte né di World Rugby né di Rugby Afrique.

Guinea Bissau e Guinea Equatoriale. Queste due Guinee (pare che “guinea” fosse il nome arabo dato a tutta l’Africa “nera”, anche l’antica moneta inglese “ghinea”, coniata con oro scavato in queste terre, ne trae nome) sono quelle più povere di rugby tra le quattordici nazioni che hanno adottato il Franco Africano. La palla ovale è qui poco o forse per niente diffusa.

la foto del titolo è tratta da www.facebook.com/SenegalRugby/photos/a.10154…

la mappa e il grafico sono stati realizzati da noi 

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