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The Good & The bad

Scritto da Rugby.it

Luglio col bene che ti voglio il rugby non finirà… Vi state arrostendo in spiaggia sperando di trovare un wi-fi per leggere il vostro Good&Bad del martedì? Buon per voi…

The Good

I Lions. Seppure con un po’ di fortuna e di aiuto esterno (vedi prossimo paragrafo) i Lions hanno centrato una vittoria insperata visto il loro travagliato percorso di avvicinamento alla serie contro i Tuttineri. Una buona prestazione, intelligente e cinica, per andare a riaprire una serie che sembrava già segnata verso un secco 3-0 per i Blacks. Ci si divertirà così fino in fondo, fino all’ultimo incontro.

The Bad

Sbw, Sonny Bill Williams, giocatore sontuoso, potente, gran placcatore, gran passatore, grande distruttore di difese schierate. Però ha fatto la cavolata enorme andando a fare un fallo completamente inutile e pericolosissimo, spalla su viso, su un giocatore che era già placcato.

Anche i migliori sbagliano: fa specie pensare che gli All Blakcs non ricevevano un rosso dalla notte dei tempi. Del resto i più forti sono giustamente tutelati nel loro gioco, ma ricordiamo ancora oggi quanto tempo ci volle per punire la mischia nera a San Siro dopo 10 minuti di reset…

Dove sono finite le Zebre?

Abbiamo avuto un aggiornamento da Parma. Una nuova società completamente federale sostituirà la vecchia società zebrata destinata, a questo punto, immaginiamo al fallimento. Una new co che subentrerà col titolo sportivo e farà (o ha già fatto, non lo sappiamo) sottoscrivere ai vecchio giocatori zebrati (almeno quelli rimasti) nuovi contratti. Intanto qualcuno è scappato: Ceccarelli, Padovani, probabilmente Kurt Baker. La rosa è iperstriminzita, non ci sono conferme ufficiali nemmeno sullo staff, tutto tace, probabilmente serviranno una decina di giocatori, in particolare un estremo, un mediano di mischia, una seconda apertura affidabile, due piloni, un tallonatore, una seconda, una seconda/terza. Li troveranno? E dove visto che anche il mercato di Eccellenza è ormai avviato alla definizione? Le zebre sarebbero una delle due squadre più importanti d’Italia…

Auguri Jo

Un giocatore andato all’estero che un po’ si era perso, Joshua Furno. Una stagione un po’ travagliata, una lenta ripresa, un contratto che in Italia non è arrivato (pur trattandosi di una delle nostre rarissime seconde/terze affidabili) e un viaggio fino ad Otago, Nuova Zelanda. Crediamo che i giocatori italiani finiti down under si contino sulla punta di poche dita. Quindi in bocca al lupo mate. Certo immaginiamo sia dura rivederti in azzurro…

Foto.

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