A Murrayfield la Scozia piega i bleus e “chiude” il torneo
E’ festa a Murrayfield per la vittoria contro la Francia che permette agli scozzesi di contendere all’Irlanda nello scontro diretto dell’ultima giornata un quarto (se non un terzo in caso di nuova sconfitta francese) posto finale che, all’inizio del torneo, era difficile pronosticare. E’ una festa, però, un po’ triste perché la sconfitta della Francia consegna la vittoria finale nelle mani della squadra che ogni vero scozzese non vorrebbe mai vedere vincere. Dall’altro lato gli stessi francesi sembrano prendere la sconfitta e, con essa, la perdita di ogni speranza di vittoria del 6 Nazioni con una certa distaccata filosofia, della serie “non ci credevamo più che tanto”. In effetti la partita è sembrata giocarsi fra una squadra, quella del cardo, vogliosa di conquista, cattiva nei breakdown ed essenziale nelle manovre offensive, ed un’altra che è sembrata alla ricerca del proprio futuro fatto di un gioco che vuole rinnovare gli antichi fasti del rugby-champagne (divenuto, col tempo, una trita e desueta definizione). Per sintetizzare da una parte poche e concrete certezze, dall’altra una scommessa radiosa su un futuro al momento di là da venire, ma con buone e credibili promesse.
La Scozia parte “cattiva” mostrando una gran voglia di fare pulizia nei breakdown dai quali i bleus vengono spesso e volentieri spazzati via, specie grazie al gran lavoro dei due flanker. Ma la Francia fa vedere subito come ha intenzione di impostare la sua partita: dopo 5’ parte una di quelle azioni per cui nella mente del vecchio suiveur tornano nomi come quelli di Canberabero o di Blanco. Serie “superbe” di offloads per tutto il campo con scarto finale degno di un primo centro da parte di capitan Guirado che vola in meta al largo e manda Tinh-Duc alla vana ricerca di una difficile conversione: 5-0. La Scozia è perfetta come compagna di gioco dei bei francesi alla cui beautè contrappone un gioco ruvido e fatto di concretezza: l’accoppiata perfetta per vedere un bel rugby, un po’ come quando nel tennis si contrapponevano un grande lottatore da fondo campo come Borg ed un avventuroso attaccante come McEnroe. Al 16’ il solito preciso Laidlaw accorcia dalla piazzola cogliendo il 3-5 e i blumarine cominciano a mettere sotto pressione i bleus con un gioco pressante del proprio pacchetto. Al 21’ è proprio la mischia, guidata da un Dickinson davvero in palla, a consegnare al proprio capitano l’occasione del sorpasso e siamo sul 6-5. La Francia cerca di riprendere il suo discorso fatto di leggeri svolazzi, ma gli scozzesi riescono spesso ad interromperli con le loro efficaci maniere ruvide che consentono recuperi repentini grazie soprattutto alla maggiore presenza e fisicità nelle fasi di contesa del possesso. Gli ospiti cominciano ad innervosirsi e i padroni di casa decidono di sconcertarli nel modo più inatteso, cioè imitandone a sorpresa il gioco. Così al 33’ uno scintillante Hogg conclude con una vertiginosa penetrazione una serie di manovre veloci ed eleganti che infiammano l’arena e lasciano di stucco i ragazzi di Noves; da posizione difficile Laidlaw non riesce ad incrementare e siamo sull’11-5. Solo pochi minuti dopo è Duncan Taylor ad infiammare Murrayfield: raccoglie una punizione battuta veloce, rompe un placcaggio e vola al largo per una meta entusiasmante: siamo al 36’ e Laidlaw ritrova la sua precisione siglando il 18-5. Ma non finisce qui, perché la replica francese è stizzita e convinta: i bleus montano l’assedio alla linea fatale scozzese: l’improvvisato vallo adrianeo resiste fino a che un guizzo imprendibile di Fickou va oltre; a tempo scaduto Machenaud fissa il parziale di 18-12.
Si va al riposo con tanto bel rugby negli occhi da parte di due squadre che si stanno affrontando a viso aperto e con tanta voglia di fare bene. Al voglioso guardone-scrivano vien da pensare che sarebbe bello se tutte le partite fossero così.
Il ritorno in campo conferma il bel ritmo del primo tempo: le squadre hanno una voglia matta di giocare e questo rende l’incontro teso e spettacolare. Al 47’ Laidlaw dalla piazzola allunga sul 21-12 scavando un gap importante. Ma i bleus non ci stanno e si riportano sotto break al 52’ con un piazzato del pari ruolo Machenaud. Sembra il momento giusto per gli uomini di Noves che provano ad alzare il ritmo mettendo alle corde i padroni di casa; al 58’ arrivano vicinissimi alla marcatura pesante costringendo gli scozzesi a spendere un fallo a quel punto necessario. Ancora Machenaud usa l’opportunità per accorciare ulteriormente e siamo sul 21-18 ad un solo piazzato dalla parità. Sembra il momento decisivo, quello in cui la Scozia sta per cedere all’impeto arrembante dei franzosi. Ma talvolta capita che gli assediati rompano la stretta degli assalitori e, quando lo fanno, spesso ciò ha un effetto devastante. La sortita degli Highlanders è prepotente e spettacolare: l’azione del 65’ è semplicemente favolosa: una serie di passaggi alla mano portano la palla al largo ad una velocità vertiginosa; qui c’è l’ispiratissimo Hogg che si esibisce in un’alzata degna di un Pupo Dall’Olio (mitico palleggiatore della nazionale italiana di pallavolo anni ’80) assai diversa dall’analogo sciagurato gesto visto fare 24 ore prima a Sarto contro gli irlandesi. La palla plana dolce e telecomandata nelle mani dell’arrembante Visser che la coglie come un cardo senza spine e la deposita oltre la linea fatale. E’ il 26-18 che si abbatte come una mazzata sul capo degli stanchi francesi; la disillusione è forte e i bleus, a questo punto spariscono dal campo. La parola fine la mette capitan Laidlaw con un piazzato simile a una pietra tombale al 74’ che fissa il punteggio finale sul 29-18. La Scozia esulta pur con l’amarezza di aver consegnato al peggiore degli avversari la vittoria del torneo e la Francia esce delusa, ma con la consapevolezza che al suo nascente gioco nulla in futuro è precluso. Resta da dire solo del giusto riconoscimento ad un meraviglioso Stuart Hogg, uomo migliore di una bellissima partita.
C’è poco, alla fine, da commentare, se non il rammarico che una partita così bella sia finita, perché vederla è stato davvero un piacere per gli occhi.
I Tabellini:
Scozia: 15 Stuart Hogg, 14 Tommy Seymour, 13 Duncan Taylor, 12 Alex Dunbar, 11 Tim Visser, 10 Finn Russell, 9 Greig Laidlaw (c), 8 Josh Strauss, 7 John Hardie, 6 John Barclay, 5 Jonny Gray, 4 Richie Gray, 3 Willem Nel, 2 Ross Ford, 1 Alasdair Dickinson
A disposizione: 16 Stuart McInally, 17 Rory Sutherland, 18 Moray Low, 19 Tim Swinson, 20 Ryan Wilson, 21 Sam Hidalgo-Clyne, 22 Pete Horne, 23 Sean Lamont
Marcatori Scozia
Mete: Hogg (33), Taylor (35), Visser (67)
Conversioni: Laidlow (35)
Punizioni: Laidlaw (15, 20, 74), Hogg (46)
Francia: 15 Scott Spedding,14 Virimi Vakatawa, 13 Gaël Fickou, 12 Maxime Mermoz, 11 Wesley Fofana, 10 François Trinh-Duc, 9 Maxime Machenaud, 8 Damien Chouly, 7 Yacouba Camara, 6 Wenceslas Lauret, 5 Alexandre Flanquart, 4 Yoann Maestri, 3 Rabah Slimani, 2 Guilhem Guirado (c), 1 Jefferson Poirot
A disposizione: 16 Camille Chat, 17 Vincent Pelo, 18 Uini Atonio, 19 Sebastien Vahaamahina, 20 Loann Goujon, 21 Sébastien Bézy, 22 Jules Plisson, Maxime Médard
Marcatori Francia
Mete: Guirado (5), Fickou (40)
Conversioni: Machenaud (40)
Punizioni: Machenaud (51, 57)
jpr