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Inghilterra – Galles: La sfida eterna

Written by Rugby.it

La sfida tra due Nazionali da sempre rivali, una in ascesa che cerca di rinascere dopo un mondiale disastroso, l’altra spesso vincente ma in difficoltà, in cerca di una nuova via.

Twickenham, Londra, 12/03/2016

La Premessa:

Inghilterra e Galles arrivano a questo punto del torneo come principali candidate alla vittoria. Con un piccolo vantaggio inglese, visto il percorso netto fino a qui.
E come trascurare il fattore campo? Giocare nell’arena di Twickenham, tra odi a calessi dondolanti e a regine da difendere con onore, sarà certamente carburante supplementare per gli uomini di Jones. Carburante che però sembrerebbe più essere necessario ai gallesi: laddove gli uomini della Rosa hanno fatto tesoro della loro semplicità, i Dragoni sembrano esserne rimasti imbrigliati. La famosa Warren Ball è ormai prevedibile e può essere arginata.
Ecco che quindi Jamie Roberts non può più essere l’unica soluzione, c’è bisogno di altri cavalli freschi. C’è bisogno che George North torni ad essere il fenomeno vero del Tour dei Lions in Australia. C’è bisogno di ritrovare le terze linee, ad eccezione di un magnifico Faletau sempre presente. Warburton su tutti: il capitano qui è chiamato a dare l’esempio, lui e Lydiate avranno vita dura contro la furia inglese, ma dovranno sfoderare tutte le loro abilità di fetcher per assicurarsi la zona nevralgica della partita, il breakdown.

L’Inghilterra applicherà il suo gioco, la sua aggressività estrema abbinata all’eleganza e alla velocità dei suoi tre quarti. Anzi, Eddie Jones ha già cominciato a disporre del suo gameplan durante la settimana, dichiarando quanto sia scorretta sistematicamente la mischia di Gatland. Chissà se questi giochetti mentali abbiano davvero effetto su professionisti di questo calibro, ben consapevoli di essere tutti abituati a piegare il regolamento il più possibile per sottomettere l’avversario, specialmente in una fase come la mischia così difficile da arbitrare.
Jones schiera i soliti, ancora fiducia giustamente al predestinato Itoje e a Youngs, con Care che è pronto a scombinare le carte in gioco nell’ultima parte di match.
Attenzione, nel solido ingranaggio che Jones sta costruendo è stata inserita, o meglio è tornata, una variabile: Manu Tuilagi. Il panzer samoano darebbe una interpretazione completamente diversa al centrocampo inglese, sia che venisse schierato a 12 o a 13. Potenza pura e linebreaks che Farrell non potrà mai dare e che non è in campo a dare. Di sicuro sarebbe l’arma perfetta nel caso la partita fosse in bilico, ma di nuovo, attenzione: Tuilagi è da sempre una lama a doppio taglio.

La Partita:

Inghilterra che parte a cento all’ora e schiaccia subito il Galles: al terzo minuto meta annullata a Youngs per un in avanti dopo uno stupendo break di Brown.
Continua pressione inglese, in seguito a un break di Watson la difesa gallese è costretta sui suoi 10 metri e commette fallo di mani in ruck. Al decimo è punizione e Farrell inaugura il tabellino: 3 a 0.
Al quattordicesimo ennesima meta annullata all’Inghilterra. Da maul, solita azione abrasiva di Vunipola, Youngs scandisce il ritmo delle fasi successive fino al’arrivo di Cole che schiaccia in meta, ma viene tenuto alto. Ne scaturisce una mischia pericolosissima a cinque metri con possesso inglese: fallo dei dragoni, punizione di Farrell e 6 a 0.
La furia dei bianchi costringe al ventesimo il fallo in ruck di Lydiate che tentava di arginare Vunipola.. Farrell da quaranta metri non sbaglia, 9 a 0 Inghilterra.
Primo tempo che continua con la supremazia e il possesso degli uomini della Rosa, anche i pochi palloni gallesi finiscono recuperati dagli inglesi.
Al trentunesimo la meritata segnatura inglese. Possesso albionico sulla tre quarti, da ruck numero di Itoje che danza leggero sugli appoggi e si libera di tre uomini creando il break, serve Brown che scarica su Watson il quale deve solo schiacciare in meta sull’estremità sinistra del campo. Farrell trasforma, 16 a 0.
I possessi gallesi sono rallentati sempre, l’apice è il turnover al trentasettesimo di Itoje: spezza l’abbrivio che stava prendendo l’azione dei rossi ma si pianta a terra e costringe il portatore al tenuto.
Fine primo tempo: solo l’Inghilterra pervenuta in campo con la classe di Itoje, l’impatto dei ball carriers Haskell e Vunipola, l’elettricità estrema delle frecce Brown, Watson e Nowell e la superiorità mischia.

Secondo tempo che comincia come era finito. Possesso inglese e difesa di Gatland bucata due volte come burro, prima da Brown e poi da Nowell.
Al quarantaquattresimo fallo gallese in raggruppamento e conseguente punizione di Farrell da quasi metà campo: impressionante la sua precisione. 19 a 0.
Ecco che finalmente si vede la reazione furiosa degli uomini di Cardiff: buco degli uomini veloci sulla difesa sbagliata di Vunipola che esce con i tempi sbagliati dalla linea. Dragoni in pressione sui cinque metri con gli inglesi costretti al fallo e che vengono portati in mischia. Dopo due falli in mischia, palla fuori e azione prolungata di pick and go che però termina con un turnover bianco da maul.
Ma ecco che al cinquantaquattresimo accade l’imprevedibile: da touche inglese, pessima trasmissione della palla a Ford che, ormai in ritardo, sceglie comunque di calciare ma subisce l’intercetto di Biggar che va in meta. Trasformazione e 19 a 7.
Il Galles sembra crederci, porta pressione ma vanifica una meta fatta di North con un in avanti.
Nonostante il buon momento i dragoni sono sempre in sofferenza nei raggruppamenti e commettono l’ennesimo fallo, al sessantacinquesimo punizione di Farrell, 22 a 7.
Un minuto dopo, ancora dominio al breakdown di Kruis che costringe al tenuto Charteris. La musica non cambia con Farrell che ci prova da 40 metri: il cecchino non sbaglia, 25 a 7 Inghilterra.
Quando tutto sembra ormai finito, si riapre una speranza per i rossi di Cardiff: al settantunesimo giallo a Cole e inglesi che quindi finiscono in quattordici.
I dragoni sono ancor vivi e al settantatreesimo lo dimostrano: stupenda meta. Da mischia a metà campo, palla fuori con buco di Jonathan Davies, palla che arriva al largo a North che con uno scatto non si fa riprendere dai difensori. Priestland trasforma 25 a 14.
Il Galles è in pieno furore, gran gioco alla mano e vivacità ritrovata, sentono l’odore del sangue: ennesimo multifase con il panzer Faletau che rompe il placcaggio di due e schiaccia in meta. Priestland non sbaglia e incredibilmente rimonta 25 a 21 al settantasettesimo.
Ultimi due minuti interminabili per gli uomini della Rosa che, in 14, devono resistere al ritorno dei dragoni. Fallo di Itoje e Galles ancora in attacco: touche portata a terra e palla a North che però viene portato fuori.
Le speranze gallesi si spengono, la partita finisce 25 a 21.

Conclusioni:

E’ chiara sterilità gallese per lunghi tratti, dovuta sia alla povertà di idee ma anche dal dominio al breakdown degli inglesi che coinvolgono sempre meno giocatori rispetto all’avversario e sono più efficaci.
Galles che vive di fiammate difficilmente contenibili, specialmente negli ultimi 10 minuti con la superiorità numerica ma si è svegliato tardi.
Inglesi invece costanti, con una difesa solida e un attacco scientifico per sistematicità che deve ringraziare le enormi potenzialità fisiche dei suoi protagonisti. E’ una squadra che ha ancora margine e che è all’inizio di un percorso ma sembra già padrona di una struttura rodata ed organizzata.
Fino a qui, meritano senza dubbio il titolo di campioni di questa edizione.
Itoje Man of the Match meritatissimo, impressionante il work rate, la personalità e la presenza nei momenti importanti della partita, il tutto relazionato alla sua giovane età.

Inghilterra: 15 Mike Brown, 14 Jack Nowell, 13 Jonathan Joseph, 12 Owen Farrell, 11 Anthony Watson, 10 George Ford, 9 Ben Youngs, 8 Billy Vunipola, 7 James Haskell, 6 Chris Robshaw, 5 George Kruis, 4 Maro Itoje, 3 Dan Cole, 2 Dylan Hartley (c), 1 Joe Marler
A disposizione: 16 Luke Cowan-Dickie, 17 Mako Vunipola, 18 Kieran Brookes, 19 Joe Launchbury, 20 Jack Clifford, 21 Danny Care, 22 Manu Tuilagi, 23 Elliot Daly

Mete: Watson (31)
Conversioni: Farrell (32)
Punizioni: Farrell (3, 18, 22, 45, 66, 69)

Galles: 15 Liam Williams, 14 Alex Cuthbert, 13 Jonathan Davies, 12 Jamie Roberts, 11 George North, 10 Dan Biggar, 9 Gareth Davies, 8 Taulupe Faletau, 7 Sam Warburton (c), 6 Dan Lydiate, 5 Alun Wyn Jones, 4 Bradley Davies, 3 Samson Lee, 2 Scott Baldwin, 1 Rob Evans
A disposizione: 16 Ken Owens, 17 Paul James, 18 Tomas Francis, 19 Luke Charteris, 20 Justin Tipuric, 21 Rhys Webb, 22 Rhys Priestland, 23 Gareth Anscombe

Mete: Biggar (53), North (74), Faletau (76)
Conversioni: Biggar (53), Priestland (74, 76)

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